Sabato, 10 Settembre 2011 01:00

Padernello La fotografia nel castello

Scritto da  Gian Mario Andrico - Giornale di Brescia

PADERNELLO Arno Hammacher ha negli occhi la luce di Van Gogh. Nel suo primo impegno internazionale il fotografo documenta la campagna olandese, la patria che ha dato i natali ad ambedue gli artisti. Poi Arno, e sin dal 1956, sceglie l'Italia quale terra adottiva. Nasce a L'Aja il fotografo, l'8 ottobre del 1927.

Inizia a scattare a 19 anni, nel 1946. Il suo primo soggetto è una quercia che da alcuni secoli vive nel giardino paterno. Da allora fotografa semi e alberi, vento e mare, sabbia e pigmenti. Che emergono nelle stampe curate da Bernard Ruijgrok. Domani, sabato, alle 18, apre una mostra al castello di Padernello dal titolo complesso quanto intrigante: coltura cultura natura-naturata. Maestro, - abbiamo chiesto - come nasce l'idea? «Attraverso il castello! Per il castello! La mostra è costruita per queste stanze. Ogni pezzo qui, ogni fotografia esposta hanno fonte e acquisiscono rilievo sulle misure, le decorazioni, le smagliature e sullo spaccato del maniero. La materia stessa, così come i contenuti, sono la simbiosi naturale del tutto presente, che è "memoria", alla quale bisognerebbe sempre restituire la vita…»

A Padernello quindi, questa volta, non si cercano solo le emozioni di un fare, di un allestire affidato al "bello", ma si va a scavare nel profondo, si bisbiglia con le opere. «Questa volta la libertà d'espressione si chiama civiltà…» dice il prof. Roberto Consolandi, il curatore della mostra (eseguita dall'équipe di tecnici della Fondazione Nymphe - sponsor unico AB, di Graziella Calzavacca e Angelo Baronchelli). Prof. Consolandi, cosa ha inteso lasciare qui, nel maniero Martinengo, il maestro Hammacher? «Credo, fermamente, che ci regali la testimonianza dell'uomo viandante, di colui che passa, dopo tanti altri già passati tra queste mura, e lascia un'ombra, segna un'altra traccia, per poi sparire, come fa la luce prima della notte, come fa il buio prima dell'alba, in quell'alternanza che è di sempre e sempre sarà…»

L'artista olandese ha quindi creato veramente per il castello un fatto culturale «fotografato», dal quale è possibile leggere (ma ci vuole trasporto e non senza difficoltà) una connessione antropologica-naturata. Il peltro dei mastri scultori poi, di cui sono fatte le artistiche cornici, i «ferri» di Giba, gli intonaci vissuti… «sono elementi posti con intelligenza creativa per resistere - dice l'artista - alla morte (la notte), per aprire alla vita (il giorno)». E tutto intorno il verso delle rane. A Padernello, dal 10 settembre al 20 novembre, sabato e domenica 14.30-18.30, lunedì chiuso, da lunedì a venerdì su prenotazione- tel 39.030.940766-cell.39.333.4478992- Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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NYMPHE

Fondazione Castello di Padernello
Via Cavour, 1 Padernello
25022 Borgo san Giacomo (Bs)

Orari visite al castello

Dal martedì al venerdì: 9.00-12.00 / 14.30-17.30 - domenica: 14.30-18.30
il sabato pomeriggio aperto in occasione
di manifestazioni. Tutte le domeniche pomeriggio visite guidate

Contatti

Telefono: +39 030 9408766 in orario d’ufficio
e-mail: info@castellodipadernello.it

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