Continuare i monitoraggi sulla qualità dell'aria, sul traffico e sul consumo di suolo; definire con precisione gli obiettivi virtuosi che i Comuni devono raggiungere in campo ambientale; individuare progetti pilota nel settore energetico; studiare in dettaglio il rapporto fra stato dell'ambiente e salute umana; riqualificare alcuni fontanili; definire un regolamento edilizio standard. Sono alcune delle azioni che Fondazione Cogeme intende attuare nei prossimi anni a favore della Pianura nel nome dello sviluppo sostenibile, cioè rispettoso del territorio: per i cittadini di oggi e, soprattutto, per quelli di domani. E ancora: dimostrare che il teorema più cemento uguale a più oneri e quindi a più risorse è sbagliato, perché il costo di manutenzione delle reti tecnologiche supera l'incasso; censire gli edifici inutilizzati; valutare la perdita di valore delle abitazioni a causa del peggioramento dell'ambiente; puntare sull'educazione-formazione nelle scuole. Tutto ciò in sinergia con le Amministrazioni comunali e i vari soggetti in campo: le categorie economiche, le associazioni, i parchi.
Ieri mattina, nel Castello di Padernello, si è concluso un percorso e, nello stesso tempo, ne è stato avviato un altro. Diagnosticate nelle settimane scorse le malattie della Bassa (aria ed acqua con la febbre, troppo traffico, cemento ed asfalto a dismisura), si trattava di individuare alcune terapie. Fondazione Cogeme, promotrice di tutto il progetto, ha chiamato intorno al tavolo il territorio, per sentire sollecitazioni e proposte, confermando il ruolo di regia assunto su tutta questa partita. Il prof. Maurizio Tira (responsabile scientifico del progetto), Giovanni Frassi (presidente della Fondazione), Simone Mazzata (segretario, mente e braccio operativo di «Pianura sostenibile»), Gianluca Delbarba (presidente di Cogeme) hanno ribadito la volontà della Fondazione di elaborare strategie urbanistiche e di gestione del territorio virtuose, da proporre ai sindaci della Bassa.
Un compito difficile, ma necessario, come confermato dai numerosi amministratori locali presenti ieri mattina e negli incontri precedenti. Da soli non possono farcela, ha testimoniato ieri a nome di tutti Marco Marchi, primo cittadino di Barbariga: «Noi sindaci dobbiamo fare i conti con i problemi ambientali da una parte, la scarsità di risorse dall'altra». Servono idee, sinergie, denari, sapendo - ha sottolineato Marchi - che «l'urgenza di conservare il territorio deve conciliarsi con le necessità economiche dei cittadini, che da esso traggono di che vivere». L'antico, ma sempre attuale dilemma di come mettere d'accordo le ragioni della natura con quelle dell'uomo. Come se non fossero le stesse.
Enrico Mirani - Giornale di Brescia