A proposito di storie rievocatrici di fatti veri o presunti: la tradizione popolare vuole che ad Acqualunga sorgesse, in tempi lontani, una grande città chiamata Ghisalba ahi bella. I vecchi indicano quel posto con grande riverenziale timore quando, quasi sommessamente, mettono in guardia i forestieri dicendo: «Non andate più oltre giacché ogni notte, vicino a quelle antiche querce, appare al passante una donna vestita a bruno che li precede di venti passi e, leggera come il vento, indecisa come la nebbia, li trascina irresistibilmente (come solo la morte sa fare) sino a Castelbertino per colà scomparire fra le nere macchie...».
Ora va ricordato che Acqualunga era, sino a qualche anno fa, un ameno paesino sperduto in mezzo alla campagna e posto sulle rive del fiume Oglio. Poi un ponte gettato sul fiume che lo collega con la sponda cremonese, costruito con l'intento di toglierlo dall'isolamento, ha portato nella località un rumoroso e incessante transito. Ultimamente all'ingresso del paese sono state costruite alcune insignificanti case «tecnologiche» che, irrispettose del posto e delle sue peculiarità, lo hanno irrimediabilmente deturpato, togliendolo dall'elenco dei «Posti delle meraviglie».
Ripescando tra le antiche carte abbiamo trovato una descrizione del paesello che lo dipinge per quello che era: Poco che egli abbia a tender l'orecchio ascolterebbe il mesto gorgogliar dell'acque, ch'or placide, ora veloci e gonfie, corrono verso Quinzano e Pontevico. Son desse quelle del fiume Oglio, emulo dall'Adda per le strategiche posizioni sue, e per confini mai sempre demarcati nelle passate età fra popoli e popoli... Ora verdeggianti boschine, e tassi, e querce, e banchi di lecenti arene costeggiano il corso del fiume, ed estendendosi a lato dello stese ben ponno dirsi un prolungato labirinto dai più romantici sentieri... Gli appezzamenti dè quali è costituita nel vecchio censo tutti portano nomi differenti...che possono condurre a pratiche risultanze sull'antica storia di questo luogo... Vigna Emigli... Castelbertino... che sembra voglia accennare a qualche fortificazione dell'Alto Medioevo... ma non un ciottolo, non un mattone vi rimangono che ricordino il forte che certamente ci esisteva un giorno...
È in questo paradiso naturale che è ambientata la nostra storia che qui vorrebbe l'esistenza di una città ora scomparsa? È questa l'origine e il ricordo insieme della sua esistenza? Forse non lo sapremo mai!
Giovedì, 12 Agosto 2010 05:44
Il mistero di Ghisalba, la città scomparsa
Scritto da Gian Mario Andrico - Giornale di Brescia
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Storie e Leggende
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