Venerdì, 17 Settembre 2010 05:44

Il Galateo del diavolo nel tempo che fu

Scritto da  Gian Mario Andrico

Il diavolo? Potrebbe essere chiunque e ovunque. Gli ebrei lo chiamavano Satana, che vuol dire nemico. Altri lo conoscono col nome di Lucifero, portatore di luce o angelo superbo, qualcuno lo definisce col nome di Belzebù, che sta per principe e signore. Il diavolo è un mistificatore e sa come nascondersi nel mondo, come agire nei secoli.
Una volta, quando l'umanità era molto più credulona, per niente razionale e molto, ma molto meno materialista degli uomini «moderni», il diavolo si comportava in una certa maniera. Oggi non lo farebbe più, col rischio di essere confuso con chissà chi...
Una contadina aveva portato con sè il figlio neonato nei campi, lo aveva appeso ad un gelso ombroso, dentro un cesto di cenci. All'improvviso il bimbo iniziò un pianto disperato. La donna gli fu subito vicino, solo il tempo d'abbandonare la zappa. Arrivata che fu sotto l'albero vide attorcigliata sulla pianta una serpe parlante che gli ordinò di gettare suo figlio nel fiume profondo che là scorreva. La madre, sgomenta, non gli diede retta, ma la serpe: «Fallo - ripeteva - fin che sei ancora in tempo». Inorridita la donna tentò di prendere il neonato tra le braccia ma la biscia, più veloce, aveva già avvolto il bimbo tra le sue spire. Subito dopo si buttava col delicato fardello nelle acque tumultuose. Disperata, la madre stava per annegarsi per soccorrere la creatura ma sentì come un sibilo che diceva: «Ho visto il diavolo sostituire tuo figlio con un altro». Subito dopo comparve lui, il maligno, a restituire a quella povera madre smarrita la sua creatura.
In quel paese di campagna era morto l'oste, e il parroco, dopo le esequie celebrate in pompa magna, rientrò in sacrestia. A sera fatta, prima di serrare la porta della chiesa, il reverendo fece un ultimo controllo e, con grande meraviglia trovò, piazzato davanti alla bara, un uomo con in testa un grande cappello piumato. L'intruso disse al prete di far riaprire la cassa perché prima di seppellire quell'oste bisognava compiere una tal cosa... Terrorizzato il reverendo eseguì personalmente il comando. Subito il figuro s'avvicinò al morto, lo sollevò dandogli energiche scrollate: dalla bocca del cadavere uscirono alcune ostie consacrate che erano finite nel posto sbagliato. L'uomo, soddisfatto, sparì. Quell'oste, che sempre aveva annacquato il vino e ingannato il prossimo, doveva essere «purificato» prima di sprofondare nel più profondo degli inferi.
Così, una volta, si comportava il demonio. Oggi non lo farebbe più!

Gian Mario Andrico

Giornale di Brescia 12/09/10

Letto 386 volte
 
 
 

NYMPHE

Fondazione Castello di Padernello
Via Cavour, 1 Padernello
25022 Borgo san Giacomo (Bs)

Orari visite al castello

Dal martedì al venerdì: 9.00-12.00 / 14.30-17.30 - domenica: 14.30-18.30
il sabato pomeriggio aperto in occasione
di manifestazioni. Tutte le domeniche pomeriggio visite guidate

Contatti

Telefono: +39 030 9408766 in orario d’ufficio
e-mail: info@castellodipadernello.it

Area Riservata