Una torre, il rivellino, sporge sul lato nord, verso la fossa, dove un imponente ponte levatoio si abbassa per accogliere i visitatori in un ampio androne, e da qui in una corte quadrata porticata su due lati; due torricelle ancor più piccole si alzano dagli angoli del maniero, mentre il grande mastio centrale si eleva possente nella congiuntura dei lati nord e ovest.
Sul lato ovest sono presenti tracce di un impianto più antico, che era difeso da merli guelfi tuttora leggibili nell’orditura muraria.
Nel cortile i quattro lati sono tutti di diversa struttura: la facciata a levante è piuttosto semplice; elegantissima quella a ponente, costituita da un porticato di cinque arcate con colonne sovrastate da capitelli compositi raffiguranti gli stemmi Martinengo e Colleoni.
Il lato sud è una costruzione tipica del Cinquecento: trattasi di un loggiato a colonne con tre arcate per lato e al centro un ampio portale accostato da due lesene. Un gentile cancello in ferro battuto apre su un giardino elegantemente proteso sul fossato.
All’interno è possibile visitare stanze quattrocentesche che precedono il magnifico scalone settecentesco, opere del celebre architetto Marchetti.
Malgrado la discontinuità stilistica, anzi persino grazie ad essa, il castello possiede un suo indiscusso fascino al quale contribuiscono indubbiamente la felice cornice ambientale e il borgo agricolo ancora intatto.
Proprietà dei conti Martinengo per cinque secoli, passò poi alla nobile famiglia Salvadego. Il castello, disabitato sin dagli anni Sessanta, non era visitabile e agibile. Una parte crollò nel 2002.
Nel 2005 fu acquistato dal Comune di Borgo San Giacomo e da una società di imprenditori locali, la Castelli e Casali.
Nel dicembre dello stesso anno nasce la Fondazione Castello di Padernello con la finalità del recupero, della promozione e della valorizzazione del Castello. La proprietà, per conseguire questo nobile scopo, concederà il maniero in comodato d’uso gratuito ventennale alla Fondazione Nymphe.
Un adeguato e rigoroso intervento di restauro conservativo ha rivalutato questo luogo evitando di cancellare seicento anni di memoria e di storia.
La Fondazione Castello di Padernello viene riconosciuta come Sistema Culturale Locale della Bassa Pianura Bresciana grazie a una serie di progetti culturali, che coinvolgono la storia, l'ambiente, l'arte, il teatro, l'enogastronomia del territorio, predisponendo anche laboratori didattici per le scuole, con l’intento di fornire un’offerta di elevato spessore culturale in un ambiente unico e ricco di suggestioni.
Dal 2010 la Fondazione è comproprietaria dell'immobile: l’operazione garantirà una gestione interamente pubblica del bene artistico ed architettonico.
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