Di questa zona del castello, quando tra il 2006 e il 2007 si andavano ad eseguire alcuni interventi di consolidamento e adeguamento, si scavò dentro al rivelino per la profondità di circa tre metri, senza raggiungere l’inizio delle profonde fondamenta. Purtroppo nell’occasione non fu eseguito quel sondaggio archeologico, pur previsto, che tante risposte avrebbe saputo dare sull’origine della stessa fortificazione. Qui i muri sono particolarmente larghi perché costruiti a scopo difensivo: di fatto un avamposto di ragione milanese, incuneato nell’area d’influenza politica veneta che già pensava di costituire quello che si chiamerà “Regno di Terraferma”. Un sito militare posto sul confine tra due potenze militari nemiche, quindi di una certa importanza strategica.
Gian Mario AndricoRelazione tecnica finale relativa alle opere di ricostruzione delle sale crollate e di consolidamento statico del mastio e del vertice nord-occidentale della cortina muraria del Castello di Padernello
Fasi operative:
- Formazione cantiere con posa di ponteggio intorno al mastio ed installazione di gru a torre, h mt. 30 e sbraccio mt. 40.
- Rimozione della copertura del mastio in coppi e listelli in legno, con conservazione dell’orditura lignea portante e dei travetti esistenti.
- Si è notato che i travetti non sono collegati al cornicione, ma si impostano su travi perimetrali di bordo. Questa soluzione è stata probabilmente adottata per evitare il martellamento della copertura sulle parti a sbalzo del mastio.
- Consolidamento del cornicione del mastio mediante piatto in ferro da mm. 100x10 fissato sul perimetro della faccia superiore del cornicione.
- Formazione assito contino in vista con materiale di recupero.
- Posa di fasce in reggia di ferro che collegano il piatto del cornicione all’assito, in modo tale da formare una tiranatura elastica non spingente per il coronamento del mastio.
- Posa di un secondo assito, con assi nuove, spess. 2,5 cm., avvitate perpendicolarmente su quelle inferiori e trattate con mordente ed antitarlo.
- Posa guaina ardesiata continua.
- Posa coppi con fermacoppo in rame, utilizzando il materiale antico nello strato superiore e quello nuovo, necessario per integrare gli elementi perduti, nello strato inferiore (canali).
- Rimozione dei pavimenti in cotto degli ultimi tre piani del mastio, con pulizia, numerazione ed accatastamento del materiale di risulta. Viene realizzato un apposito casellario che servirà poi per la riposa delle tavelle.
- Consolidamento degli ultimi tre solai lignei di calpestio del mastio mediante solettina armata, all’interno della quale vengono inseriti tiranti con paletto esterno, in corrispondenza dei vertici e del centro delle pareti del mastio.
- Riposa dei pavimenti in cotto secondo le indicazioni del casellario sui tre solai di cui al punto precedente.
- Smontaggio ponteggio sui due lati del mastio che si affacciavano sulle stanze crollate.
- Ricostruzione del ponteggio intorno al mastio.
- Fissaggio intonaci esterni del mastio, impiegando malte aeree e silice micronizzata. Questa operazione non era stata compiuta in precedenza a causa delle rigide temperature, dannose per i materiali impiegati.
- Smontaggio ponteggio mastio.