Recupero e restauro della Sala d’armi
STATO DI CONSERVAZIONE
Sala d’armi
Il soffitto presenta una vasta caduta dell’intonaco e della decorazione a finti mattoni che lascia in vista la struttura ad arelle. Vi sono poi numerose crepe, anche profonde, che attraversano l’intonaco in più punti, specie in vicinanza delle porte e delle finestre. Su tutta la superficie delle pareti si notano fitte e diffuse abrasioni, accompagnate da colature di guano di piccioni. Parte delle immagini di armi a chiaroscuro risulta priva di materia pittorica e lascia trasparire la sottostante decorazione a mattoni.
Porte
Le porte piene settecentesche sono ben conservate nella parte strutturale, salvo la mancanza di qualche cornice, ma presentano invece forti offuscamenti della policromia originale, giocata su tre toni, due di verde ed uno di bruno-violetto. Vi è poi una porta a vetri piombati che collega la Sala d’armi con l’atrio della cappella gentilizia che è priva di quasi della metà dei cristalli.
L’intervento di restauro si articolerà nelle seguenti fasi:
- chiusura con malta di calce della vasta lacuna nel soffitto;
- fissaggio degli strati di intonaco in via di distacco mediante esecuzione di salvabordi con malta di calce;
- fissaggio della pellicola pittorica (finti mattoni e armature a chiaroscuro) e riadesione del colore con l’intonaco sottostante mediante micro iniezioni di consolidante idoneo;
- ove necessario asportazione meccanica di precisione degli strati di intonaco cementizio non coevi e pulitura della superficie muraria;
- consolidamento di fessure mediante infiltrazioni di legante idraulico a basso contenuto di sali, previa sigillatura di parte delle lesioni con malta di calce per evitare la fuoriuscita del consolidante;
- ristabilimento dell’adesione di strati d’intonaco fra di loro e sul supporto murario mediante infiltrazione di sostanze riempitive per colmare i distacchi esistenti tra i diversi livelli di rivestimento murario al fine di conferire agli strati d’intonaco continuità strutturale e valori di adesione sufficienti a garantirne la stabilità meccanica;
- nella eventualità che ai vuoti visibili corrispondano linee di discontinuità e fessurazioni nella muratura, queste dovranno essere colmate mediante iniezioni di malte appositamente predisposte, sempre considerando la necessità di non apportare eccessiva umidità all’interno delle murature, di non costituire sistemi troppo differenziati con l’impiego di materiali di restauro competitivi con quelli antichi, valutando di volta in volta l’entità degli interventi opportuni;
- prima di effettuare le operazioni si dovrà, per quanto possibile, rimuovere il materiale incoerente eventualmente presente nei vuoti più ampi del paramento murario;
- al fine di realizzare stuccature e presentazione estetica, saranno utilizzate mal- te di composizio19 ne, granulometria e colore simili il più possibile a quelle esistenti;
- reintegrazione delle lacune nel rinzaffo e nell’arriccio mediante applicazione di nuovo strato di malta di composizione, tessitura e colore simili a quella originale (malta a base di idrossido di calce e calce e sabbia in proporzione una parte di legante e due di inerte);
- stuccatura di fessure, fratture e sigillatura di microfratture dello strato finale di marmorino effettuata per ripristinare la continuità delle superfici, mediante applicazione di malte prive di sostanze dannose (per es. sali solubili), applicate in modo da non provocare alterazioni cromatiche nel materiale circostante. L’impasto dovrà essere compatibile con i materiali originali e possedere una resistenza meccanica lievemente inferiore a quella de manufatti su cui viene applicato e con caratteristiche fisiche analoghe.
- Le stuccature dovranno essere eseguite “a livello”, su superfici possibilmente pulite ed esenti da depositi incoerenti o patine biologiche;
- integrazione cromatica eseguita secondo differenti tecniche concordate in corso d’opera con la Soprintendenza, ma comunque utilizzando colori ad acquerello “Windsor & Newton”;
- documentazione fotografica preliminare, finale e durante le fasi di restauro.
Porte in legno
L’intervento di restauro si articolerà nelle seguenti fasi:
- disinfestazione con prodotto capace di raggiungere le larve dei tarli ancora presenti nelle gallerie.
- La sostanza impiegata (PERMETAR) non interferisce con l’aspetto cromatico ed estetico dell’opera.
- Si applicherà con una siringa nei fori di sfarfallamento presenti sulla superficie anteriore delle porte, mentre sarà stesa a pennello sul retro delle stesse che non è né intagliato né decorato;
- pulitura dello strato pittorico (policromia ad olio). Non si notano ridipinture, ma solo depositi di polvere e di sporcizia. Si ipotizza quindi l’impiego di un solvente molto blando, che non intacchi la pellicola pittorica;
- integrazione pittorica. L’intervento è finalizzato a ridurre il disturbo visivo causato dalle lacune e dalle abrasioni, rispettando le esigenze estetiche di lettura filologica dell’opera.
- Le lacune sono tutte di lieve entità e si ipotizza quindi di eseguire una stuccatura (con miscela composta da cera e resina) e di integrare a corpo con pigmenti ad acquerello e pigmenti puri diluiti in gomma arabica. Tale tecnica garantisce una facile rimozione senza rischi per la pellicola pittorica originale nonché una buona stabilità chimico-fisica dei pigmenti e dei leganti. La pellicola pittorica originale e quella di restauro saranno leggermente differenti per tonalità e quest’ultima sarà sempre riconoscibile ad un esame visivo ravvicinato.
- non si prevede l’applicazione di un protettivo finale;
- la porta a vetri piombati subirà gli stessi trattamenti per quanto concerne la parte lignea, mentre per i vetri si prevede l’integrazione delle lastrine mancanti impiegando vetro soffiato recente o vetro di recupero, fissato con bastoncini in piombo saldati a stagno.