Nel tratto che vede scorrere la bellissima roggia tra campi, cascine e castelli e sul territorio dei Comuni di Quinzano d’Oglio e Borgo S.Giacomo, il fiume riceve le acque della roggia Merli, all’altezza della frazione di Farfengo; più a ovest si arricchisce di liquido con il fiume Porcinello, e a nord con il vaso Fiume, in località Motella. Il fiume poi continua il suo corso verso Quinzano, dividendo il paese in due per poi gettarsi nel fiume Oglio a est del paese.
In questo dedalo di corsi e rigagnoli miracolosamente la natura ancora esiste e i tratti scoperti sono limitati. Più in alto, dove la roggia non ha scavato e i terreni tornano piatti e ampi, ecco filari di pioppi, relitti di gelso e robinie parassite. Nonostante lungo il corso del fiume siano ancora presenti numerosi lacerti di bosco a vegetazione spontanea, se si va a confrontare la carta attuale della vegetazione con le foto aeree della stessa zona scattate negli anni Ottanta, si deve purtroppo constatare la scomparsa di molte zone umide, di piante, soprattutto querce, di filari piantati lungo le stradine bianche, di macchie verdi travolte o stravolte dalle coltivazioni intensive a mais che, da decenni ormai, caratterizzano la produzione agricola della Bassa bresciana.
Di conseguenza anche la fauna è stata drasticamente ridotta anche se, nei punti di massimo sviluppo e rispetto naturalistico, non è difficile vedere la cincia, il martin pescatore, i misteriosi gufi e gli allocchi, o sentire il canto dell’usignolo e delle capinere. Tra i prugnoli e il biancospino trova ancora riparo l’averla piccola e l’upupa. Dentro alle acque della Savarona, nonostante l’incuria generale e i travasamenti di liquami abusivi (soprattutto suinicoli) che la roggia deve subire e sopportare, sopravvive ancora il raro gambero di fiume, numerose specie di libellule, la raganella, la rana verde e l’endemica rana di lataste, volgarmente detta campér. L’importanza ambientale di quest’area ha spinto le due Amministrazioni comunali di Borgo S. Giacomo e Quinzano a istituire il “Parco della Savarona”, la cui perimetrazione definitiva è stata approvata con delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 2 agosto 2000.
E’ ora allo studio una convenzione per la gestione dell’area protetta (che protetta sul serio non è ancora). La speranza è che il passaggio alla fase propriamente gestionale del Parco interrompa gli abusi e le deturpazioni del passato, restituendo al territorio quella bellezza e amenità che lo caratterizzava sino a qualche decennio fa.
Venerdì, 04 Gennaio 2008 05:56
La roggia Savarona, la linfa che bagna la Bassa
Scritto da Gian Mario Andrico - popolis.itLa bellissima roggia tra campi, cascine e castelli lungo il territorio dei Comuni di Quinzano d’Oglio e Borgo S.Giacomo. Come tanti altri corsi d’acqua che bagnano la Bassa bresciana, la roggia Savarona è alimentata dalle acque dei fontanili della “fascia delle risorgive” che attraversa buona parte della pianura Padana.
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