Mercoledì, 21 Dicembre 2011 06:21

I cancelli in ferro battuto di Padernello

Scritto da  Paolo Zanoni – fotografie di Luciano Zanoni

Padernello (Brescia) - Ammaliati dalle vestigia rinascimentali del castello e rapiti dalle suggestioni storico-ambientali che da esso promanano, i visitatori sempre più numerosi di Padernello possono lasciarsi sfuggire molti dettagli delle soluzioni urbanistiche che caratterizzano il piccolo borgo della Bassa.

Perché Padernello è nel suo insieme un “documento” della civiltà contadina giunto fino a noi miracolosamente quasi intatto. In particolare nella amena frazione gabianese si possono notare diversi vecchi cancelli in ferro battuto. Alcuni, coperti di ruggine, denunciano la loro veneranda età in sintonia con i fabbricati che li inglobano; altri sono stati recuperati con un paziente lavoro di restauro. Nel loro insieme questi manufatti, se non di grande valore artistico, mostrano tuttavia un gusto ed una buona fattura artigianale.

E non vi è dubbio che essi provengano dall’officina di uno o più fabbri ferrai locali, sicuramente al servizio della vasta tenuta agricola dei conti Martinengo o Salvadego. Nella semplicità dei loro disegni, culminanti con vertici a punte di lancia, a volte cuspidati ed altre tondeggianti, i cancelli locali rivelano una cultura del lavoro ed una abilità manuale ormai perdute.

Nell’impossibilità di usare saldature elettriche, essi si fanno apprezzare per le ingegnose soluzioni tecniche usate per legarne le maglie, conferendo loro una solidità ed una sicurezza che sfida lo scorrere del tempo.

Attraverso le loro sbarre si intravedono le grandi corti rurali, spesso abbandonate, le aie non più utilizzate, le stalle ed i fienili vuoti, le case dei contadini desolatamente silenziose. Un mondo popolato di gente e di animali che, calata la sera, si chiudeva in se stesso per il riposo notturno, serrando a catenaccio i cancelli dei portoni d’ingresso. Alle prime luci dell’alba il primo che si alzava ne spalancava i battenti per iniziare nei campi una nuova giornata di lavoro.

Come tanti altri mestieri artigianali anche l’attività delle fucine è cessata da decenni. I fabbri ferrai al servizio della grande proprietà nobiliare assolvevano generalmente il compito di ferrare buoi e cavalli, di curare la manutenzione degli attrezzi agricoli e degli infissi dei fabbricati, soddisfacendo inoltre le commesse di inferriate, cancelli, balconi ed altri lavori in ferro battuto. Tutto questo cumulo di esperienze tramandate di generazione in generazione non esiste più.

Restano a Padernello, a testimoniare l’abilità dei frer di una volta, ancora tanti prodotti della loro arte che si fanno ammirare per la loro grazia e la loro efficienza.

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26-9-2007 - di Paolo Zanoni – fotografie di Luciano Zanoni

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