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Il restauro del maniero è già diventato un modello

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BORGO SAN GIACOMO. Padernello coinvolto nei progetti universitari

Dalla Bassa al Garda, il recupero e la conservazione di edifici storici apre alle tecniche del passato rivedute e corrette in chiave moderna. È questo al momento l’obbiettivo del progetto «Dal restauro alla gestione programmata. Una metodologia per castelli, torri e chiese medievali», una ricerca scientifica e tecnologica che la Fondazione castello di Padernello e l’Università europea di Roma realizzeranno insieme ai Comuni di Pozzolengo e Cavriana. La complessa operazione verrà presentata stamattina alle 11.30 nella suggestiva cornice di villa Mirra a Cavriana.
La ricerca punta a un’elaborazione di una metodologia di conservazione dei beni architettonici basata sull’utilizzo di materiali locali tradizionali, sul ricorso a tecniche murarie e costruttive preindustriali e sul rispetto di criteri di economicità, durabilità nel tempo, accessibilità e funzionalità, intervenendo sull’edificio da salvare con i materiali e le tecniche che avrebbe impiegato il costruttore del bene stesso. Per la conduzione dei lavori, coordinati dalla storica medievista Renata Salvarani, la Fondazione Cariplo erogherà complessivamente 280 mila euro che copriranno i costi di ricerca, ricognizioni aeree e rilevazioni termografiche e manutenzioni sui manufatti coinvolti. L’iniziativa si concluderà nella primavera 2012 con un convegno internazionale a Roma.
Del pool di ricerca, nobilitato da una nutrita equipe di docenti dell’università Europea di Roma, fanno parte Alessandro Guerini, Matteo Guardini, Stefano Righetti e Mauro Coffani. Il castello di Padernello ha trovato cittadinanza nel progetto perchè considerato un esempio di recupero funzionale realizzato con tecniche e tecnologie preindustriali, utilizzando materiali tradizionali di recupero.
Le modalità di restauro saranno confrontate con esperienze simili e testate sui complessi fortificati dei siti coinvolti nella ricerca che aprirà una finestra scientifico-divulgativa sui castelli della Valtenesi Manerba, San Felice e Soiano.

Bresciaoggi 04/08/2010 R.C.

 

Corzano Alla scoperta del castello di Meano

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CORZANO - Rara veramente l'opportunità che la Fondazione Nymphe Castello di Padernello offre alla brescianità: si entra nel castello di Meano, un edificio quattrocentesco della Bassa bresciana che da decenni nessuno vede perché proprietà privata, e ora, dopo un sapiente restauro, ecco che in via del tutto eccezionale i proprietari lo rendono fruibile per un pomeriggio. Succederà questa domenica pomeriggio, con appuntamento davanti allo spazio antistante il ponte levatoio del maniero: prenotazione obbligatoria (per informazioni: 3334729206 - 030/ 9408766 - www.castellodipadernello.it). Chi volesse approfittare telefoni per tempo perché il numero è chiuso e l'occasione più unica che rara. I partecipanti saranno guidati all'interno delle nobili mura dalle guide di Padernello, con inizio alle 15 (ingresso euro 6, ridotti euro 4): lì l'affascinante dimora dei nobili Averoldi dischiuderà le porte, rivelerà i segreti che i cavalieri, disarmati e in delizie, vissero tra queste mura rosseggianti di mattoni dove l'estate doveva penetrare a fatica.
Il complesso, forse realizzato su disegno di Luigi Antonio Avogadro, figlio del più sfortunato padre Pietro squartato sulla piazza della Loggia, fu posseduto in un continuo rimpallo tra gli Avogadro e i Martinengo di Padernello. E risalì i secoli, il nobile castello, praticamente immutato nell'impianto ortogonale, sino all'ultimo sapiente, degno restauro. Andatelo a vedere domenica prossima 11 luglio: vi affascinerà, vi convincerà, anche perché immerso dentro ad un filo di morbida foschia.

 

Padernello a Tavola, si replica il 26 settembre

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Grande successo per la prima "cena itinerante" nel borgo

Brescia - Domenica 18 luglio a Padernello una folla di curiosi ed amanti della buona cucina si è radunata nelle strade dell'affascinante borgo per partecipare alla cena itinerante "Padernello a tavola". L'evento, sold out già da diversi giorni, ha visto la partecipazione di quasi 500 persone, un successo che premia gli sforzi degli organizzatori: la Fondazione Castello di Padernello, i tre rinomati ristoranti Cascina La Bianca, la Locanda del Vegnot, l'Aquila Rossa, il Consorzio dei vini dei Colli Mantovani, Distillerie Peroni Maddalena, Sperlari e Cassa Padana.

Ogni location del borgo prevedeva una portata. Si è partiti dall'aperitivo di benvenuto con gelato presso l'Agrigelateria il Bianchino. Dopo aver gustato degli ottimi antipasti alla Cascina La Bianca, si passeggiava attraverso il borgo fino alla Locanda del Vegnot ad assaggiare dei primi squisitissimi accompagnati dalla frizzante musica della "Sala Mungitura Blues Band". Gustato i bigoli e i tortelloni, altra passeggiata per andare all'Aquila Rossa a mangiare i secondi piatti, porchetta e manzo all'olio, il tutto allietato dalle sofisticate note jazz di "Stefano Aimo Trio".

Naturalmente la conclusione non poteva che essere all'interno del castello con del buon torrone come dolce, caffè speziato, grappe e distillati. E non era ancora finita, come degna conclusione di una splendida serata la visione di un bellissimo spettacolo di trasformismo e illusionismo su trampoli realizzato dalla compagnia teatrale "Altolivello".

Una bella serata, un'idea azzeccata, che verrà presto replicata: il 26 settembre.
Nell'attesa potete aprire il video allegato per vedere i momenti salienti dell'evento.

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Quella neve "sacra" d' agosto

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Era d'agosto. Sull'aia della biolcheria i contadini stendevano con traine e redaboi il granoturco per l'essicazione. L'afa era insopportabile e il lavoro duro sino allo sfinimento. Le donne si proteggevano dal sole con grandi copricapi di paglia, e gli uomini si asciugavano il sudore con i fazzoletti che tenevano annodati al collo.
L'aria vibrava tutta per la gran calura, mentre il cielo, di un colore cobalto scuro, era muto.
Il calendario segnava 5 agosto, santo Osvaldo. Era di giovedì, ore 15 pomeridiane.
Dal gran portone spalancato della cascina ecco entrare una vecchietta forestiera: piedi nudi, vestita a nero, col volto coperto da un velo lungo sino a terra, curva e lenta. Tutti, sull'aia, si fermano a guardare. La vecchierella s'avvicina ad una donna e l'avverte che da lì a poco sarebbe caduta dal firmamento una copiosa nevicata.
I braccianti, dopo aver alzato gli occhi al cielo, increduli e non poco indispettiti per quella che ritennero una burla, una presa in giro di cattivo gusto, incominciarono a ridere di gusto e meraviglia.
Anche i monelli presenti, divertiti per l'inaspettata novità, incominciarono a gridare e correre e schiamazzare intorno alla nonnina misteriosa e burlona.
Un giovine, scontento per la sua sorte e poco incline agli scherzi, presa una scopa l'alzò minacciosa contro la vecchia.
Poco dopo tutta l'aia imprecava e urlava la sua rabbia. La signora lenta, tradendo un'energia inattesa, uscì dalla cascina ormai in arme e, trotterellando, decisa come chi ben conosce la strada, si infilò in chiesa, passando per la porta riservata agli uomini.
Questi (che non avevano mai visto una cosa del genere...), incuriositi ancora di più per cotanta audacia, la inseguirono seguiti da tutta quella marmaglia di ragazzi, cani, gatti e donne all'aia.
Poi, una volta in chiesa che dal luogo del fatto era divisa solo da una stretta strada, quella ciurma un po' divertita e un po' arrabbiata, vide ciò che non avrebbero mai immaginato: la donna, arrivata ai piedi dall'altare dedicato alla Madonna, sparì.
Passarono pochi attimi, e mentre ancora quei contadini coll'espressione stranita stavano per uscire dal luogo sacro, il paese si colorò completamente di bianco.
Subito si gridò al miracolo. Da quel giorno, nella parrocchiale della Motella, si venera un dipinto santo: l'immagine della «Madonna della Neve».

Gian Mario Andrico
Giornale di Brescia 22/08/10

 
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Visite al Castello - Orari

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