ALLA LANCA DEL BUCO DELLA CAGNA PRESSO BOMPENSIERO
Si ripete il fenomeno degli stagni rossi
di Paolo Zanoni - fotografie di Luciano Zanoni
Le piogge copiose di inizio giugno hanno rianimato l’Oglio e le sue acque hanno ricominciato a correre dopo mesi di deprimente ristagno. Anche la lanca del Buco della Cagna, sotto Bompensiero, ha tratto giovamento dalla ritrovata umidità e le erbe palustri che la infestano hanno ripreso vigore vegetativo. Ovunque nella bassura fluviale scheletri di gamberi rossi che non hanno retto alla prova della lunga siccità. Crostacei nord americani che stanno colonizzando i corso d’acqua dell’Italia Settentrionale, con dannose erosioni delle sponde. Specie assai diversa da quella autoctona ormai quasi del tutto estinta, un tempo privilegio delle mense nobili e non solo.
Gamberi a parte, è la presenza di due stagni tra loro comunicanti, a spingerci ad un sopralluogo. L’estate scorsa quello a monte si coprì di una vistosa e spessa pellicola color rosso intenso, facendo presagire la morte biologica dello specchio d’acqua. Invece, pesci, crostacei, ostriche ed altri animali, sono riusciti a convivere con lo strano fenomeno.
L’evento naturale ha destato la curiosità di molte persone e l’interessamento della dottoressa Milena Bruno del Dipartimento Ambiente dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, colpita da alcune fotografie lanciate su alcuni siti Internet.
Purtroppo i tentativi di analisi condotti in collaborazione col Comune di Villachiara, che inviò alla studiosa due campioni di acqua, non hanno contribuito a svelare il mistero. Di comune accordo si decise di rinviare tutto a quest’anno.
E con i primi caldi la superficie degli stagni comincia già a rosseggiare. Per ora si tratta di un sottile velo color mattone antico che, se tutto procederà normalmente, assumerà la pienezza cromatica ed una consistente densità nel prossimo mese di luglio.
A differenza però del 2006, quest’anno anche lo stagno a valle sembra intenzionato a replicare gli umori del suo vicino. La dottoressa Bruno, che sta svolgendo una ricerca sulla rilevazione di tossine algali nei tessuti dei pesci, è già stata avvertita.



