Il suo ritorno potrebbe essere causato dal degrado ambientale della zona Negli acquitrini di Acqualunga così come tra le macchie fitte di Villagana, Villachiara, o a Barco in località Martinenghe, a Padernello e su, più a nord, sino a Roccafranca e Pontoglio, tra le fronde del bosco detto della Valsorda, pur in situazioni di disagio inenarrabile, la natura pare voler riprendersi il terreno perduto.
Un po’ ovunque sulle opposte sponde del grande fiume Oglio, tra le poche macchie rimaste, lungo i ghiaieti e le arene così come in mezzo agli intricati roveti, sono miracolosamente ricomparse le volpi. Cosa dicono gli esperti a riguardo? Per ora stanno a guardare e non se la sentono di azzardare certezze. Pareri invece sì: c’è chi vede nel fatto quasi una calamità infatti, affermano, “…la ricomparsa dell’elegante canide indica lo stato di grave degrado ambientale”; altri invece credono nel riscatto ecologico di questa martoriata plaga ormai priva di ogni mistero. Altri ancora non riescono proprio a darsi una risposta plausibile e si chiedono come la volpe possa aver deciso di ritornare a vivere da queste parti, in questa zona paesaggisticamente stravolta, tagliata da decine e decine di strade, tra fiumi inquinati, antropizzata all’inverosimile e inospitale per un animale che l’uomo non ha mai amato e ha sempre combattuto.
Anticamente la leggiadra volpe popolava la campagna bresciana, ma erano altri tempi: i boschi erano estesi e fitti, la selvaggina selvatica numerosa, e i paesi che la volpe visitava la notte, per entrare furtivamente in qualche pollaio, erano ancora paesi! Oggi tutto è cambiato: la civiltà, il rumore, le macchine, la scomparsa dell’habitat…tutto farebbe pensare all’impossibilità, per la furtiva e selvatica volpe, di riuscire a sopravvivere da queste parti.
La lotta senza quartiere: trappole, caccia, veleno… combattuta contro la volpe ritenuta nemica e pericolosa aveva di fatto decretato, all’inizio degli anni Cinquanta, la scomparsa dell’animale, non per estinzione ma semplicemente perché l’elegante volpe aveva preferito cambiare aria. Ora quali sono i fattori che hanno convinto l’animale a tornare? Cosa sta succedendo in questa fetta di pianura? La situazione faunistica delle specie selvatiche è migliorata perché il paesaggio è cambiato in meglio? Ci pare proprio di no! E allora?
Abbiamo girato il quesito a Mario Caffi che di questioni legate all’ambiente e agli animali che abitano la campagna se ne intende. Il fenomeno è certamente curioso e non di facile comprensione -ci ha detto- la volpe è animale genuino, selvatico sul serio e dovrebbe, di regola, vivere in zone tranquille, selvagge come lei. Da noi tali condizioni non ci sono più e da molti decenni ormai. Io sono tra quelli che leggono al negativo il ritorno della volpe, non che non sia contento di vederla scorazzare nella deserta e spopolata campagna, tutt’altro, ma perché il fenomeno tradisce il degrado ambientale nel quale è sprofondata la nostra terra.
Infatti pare che il ritorno in massa dei corvi, della volpe stessa, e l’arrivo da queste parti di stormi numerosissimi di gabbiani, animali tutti in grado di adattarsi, anche in condizioni estreme di degrado (si nutrono tutti sulle discariche) la dicono lunga sul fosco futuro che ci aspetta…”



