Boschi e Paludi
Nella Bassa bresciana, più che altrove, sotto l’incontrastabile spinta di questa cultura dell’espansione, abbiamo assistito impotenti, come avvolti dentro al limbo dei sensi e della ragione, ad una velocissima e smisurata crescita degli insediamenti di ogni ordine e grado: una cultura che ha compromesso il mondo Natura e, conseguentemente, la qualità della vita; una non-cultura che ha distrutto in maniera irreversibile molte risorse; una pseudo-cultura ispirata a modelli consumistici che è riuscita a dimenticarsi delle situazioni preesistenti, realtà che sono state abbandonate o sostituite in ragione di interessi materiali o speculativi.
E’ stata strappata l’anima a questa povera terra, snaturata, vilipesa, capita. Ora dobbiamo ridarle tono e fiato; dobbiamo incominciare a custodire e apprezzare le sue vere qualità, le sue irripetibili peculiarità che sono, anche qui: natura, arte, tradizioni, atmosfere.
La palude di Luna

Il meandro di Acqualunga è un’area umida di grande valore ambientale e naturalistico situato a circa 600 metri a ovest di Acqualunga (Borgo S. Giacomo - BS), è infatti uno dei biotopi naturali più prolifici di biodiversità dell’intera Bassa.
E’ situata alla base di un gradino morfologico della pianura ed è caratterizzata da un ampio specchio di acqua centrale alimentato da sorgenti e falde situate alla base della suddetta scarpata morfologica. Lo stagno è quasi completamente coperto da vegetazione acquatica a Nuphar luteum e Phragmites australis: tutto intorno ecco ontaneti ad Almus glutinosa con strato erbaceo prevalentemente formato da carici. L’intera zona è riccamente popolata di flora e fauna, con la presenza di specie rare o non comuni.
Il Parco della Savarona

Istituito recentemente (2009) il Parco Sovracomunale della Savarona ha avuto una tribolata gestione durata circa vent’anni. Ora è una realtà strettamente necessaria per difedere le terre che il fiume bagna e che, tra l’altro, lambiscono il castello di Padernello. Come tanti altri corsi d’acqua della Bassa la Savarona è alimentata dai fontanili della fascia delle risorgive.
In questo dedalo di rigagnoli e corsi d’acqua la natura, nonostante tutto, è ancora potente, anche se si deve purtroppo constatare la scomparsa di molte zone umide, di boschi un tempo folti dove la fauna prosperava numerosa. Qui non è raro vedere la cincia, il martin pescatore, i gufi e gli allocchi, o sentire il canto dell’usignolo e delle capinere.