
Valerianella locusta (L.) Laterr.
Famiglia Valerianaceae
Gallinella comune, lattughetta, songino, dolcetta.
Dial.: grasèi
il nome del genere è diminutivo di Valeriana (vedi); locusta, cavalletta, forse per l’aspetto (o per l’habitat?) simile a quello di tali insetti.
DESCRIZIONE:piccola pianta erbacea annuale, alta 10-30 cm, con fusto eretto, ramoso-dicotomo a rami divaricati, striato, strettamente alato, talora un po’ peloso e scabro agli angoli. La radice è un esile fittone biancastro. Foglie inferiori in rosetta basale, a lamina oblungo-spatolata, lucida e carnosetta (da qui il vernacolo grasèi), quelle del fusto opposte, lanceolate o ovato-lanceolate, spesso cigliate o con 1-2 denti alla base. Infiorescenza (aprile-maggio) in corimbi densi, con brattee spatolato-lineari, ottuse, cigliate. Calice subnullo, fiori assai piccoli con corolla tubulosa divisa in alto in cinque lobi arrotondati, irregolari, celeste o biancastra. Il frutto è un achenio (2-5 mm) nero, caduco, glabro, lenticolare, un po’ striato trasversalmente. E’ comune in tutt Italia, dal piano fino a 1400 m di quota, frequente nelle stoppie delle colture di cereali, prati, campi, siepi, radure, erbosi, scarpate asciutte; coltivata come insalata e spesso reinselvatichita. E’ pianta indicatrice di limo.
Le giovani foglie delle rosette basali sono una gustosa verdura tenera, sapida, lievemente acidula che tradizionalmente è presente sulla tavola a Pasquetta, condita con sale, limone e olio buono e mangiata con le uova sode, le patate lesse il salame e l’agnello. Contiene mucillagini, provitamina A, vitamine B, C, PP, sali di calcio e ha proprietà emollienti, antiscorbutiche, leggermente lassative e depurative. La coltura, forse iniziata in Italia, è relativamente recente e sembra risalire al tardo Medio Evo. Ne sono state tratte numerose varietà come “cuore pieno”, a foglie corte, arrotondate e compatte, “rotonda”, a foglie più‘ arrotondate, “verde d’Etamps”, a rosette fogliari più compatte di colore verde scuro. Ricordo che un giorno chiesi ad un vecchio agricoltore se mi potesse indicare dove trovare questa precoce insalatina spontanea e lui mi rispose: <i grasèi i ve so ‘ndo va a polsà le pégore>, ovvero: “cresce dove vanno a riposare le pecore”, cioè nei campi incolti, nei pascoli e nelle radure. Nella “Flora d’Italia” di S.Pignatti sono indicate 16 diverse specie di valerianelle, di aspetto ed ecologia simile e quindi di difficile determinazione, tant’è che le chiavi per il loro riconoscimento si basano essenzialmente sulle differenze morfologiche dei frutti maturi che vanno posti sotto il binoculare, osservati esternamente e, previo loro sezionamento, anche all’interno.
In cucina:
Insolita ma gradevole, una salutare e rinfrescante insalatona che si prepara mescolando in parti uguali fagiolini lessati, patate lesse, valerianella e fettine di cavolfiore crudo. Si condisce con sale, limone abbondante, un pizzico di prezzemolo fresco e olio extravergine di oliva.



