La Basilica, che era nel mondo romano, l’edificio rettangolare terminante con un’abside, destinato alle transazioni commerciali e all’amministrazione della giustizia, a partire dall’inizio dell’età imperiale divenne il simbolo dell’autonomia municipale, ma anche dell’onnipresenza del potere centrale. Per questo sorge di sovente di fronte ai principali santuari delle città. In seguito il termine passò ad indicare le Basiliche paleocristiane, anch’esse a pianta rettangolare, divise in due o più navate, culminanti nell’altare posto nell’abside.
La Basilica di Verolanuova

Opera dei maestri Antonio e Domenico Comino, la Basilica sorge nella porzione più elevata del cuore del paese, dove in precedenza era posto l’oratorio affidato alla congregazione dei Disciplini della Santa Croce. L’impegno di mezzi e uomini, sostenuto dalla comunità, dalle confraternite, dai vicari, dalla famiglia Gambara, venne coronato nel 1647 con la consacrazione da parte del vescovo di Brescia Marco Morosini. Fra i maggiori artisti che hanno eseguito pale d’altare per questo “microcosmo celeste” ricordiamo: Andrea Mainardi di Cremona (detto il Chiaveghino), Gian Battista Trotti (detto il Malosso), Francesco Maffei, Ottavio Amigoni, Pietro Ricchi (detto il Lucchese), Giulio Cirello, Pietro Liberi (detto il Cavre), Andrea Celesti, Gian Battista Tiepolo, Ludovico Gallina, Roberto Galperti.
La parrocchiale di Borgo San Giacomo

Iniziata nell’ultimo decennio del Cinquecento, su esortazione di San Carlo Borromeo, fu consacrata nel 1625. L’importante facciata, ripartita in due ordini, è arricchita dall’elegante disegno del portale ornato da due colonne in pietra di botticino che attraverso i capitelli sostengono la trabeazione sulla quale poggiano le suggestive volute che introducono alla nicchia che custodisce la statua di San Giacomo. Ai lati, oltre le lesene, il patrono della comunità è affiancato dalle sculture rappresentanti gli apostoli Pietro e Paolo.