
«Se vogliamo salvare il castello e presentarlo al visitatore quale simbolo dell’ambiente, della storia, della cultura della Bassa, dobbiamo evitare che il maniero ed il suo borgo vengano sommersi dalle automobili».
Ignazio Parini, presidente della Fondazione Castello di Padernello e vicesindaco di Borgo San Giacomo, illustra il progetto che Fondazione e Comune hanno messo in campo per salvaguardarlo. Staccato dalle case, accanto al camposanto, verrà realizzato un parcheggio alberato di 600 mq per gli automezzi che provengono da nord e da ovest (da Brescia e da Milano), mentre per il traffico da sud e da est (Cremona e Verona) sono già disponibili mille posti auto nella zona produttiva del capoluogo.
«Padernello si trova a 1800 metri di distanza - informa Parini -, al termine di un percorso che segue il tracciato della strada romana, tra campi, cascine, resti di un convento, rogge, manufatti per l’irrigazione nel parco della Savarona».
LA STRADA è la prosecuzione del «limes» della centuriazione romana che dal Pagus Farraticanus (San Paolo) portava a Quintianus e attraversava Padernello passando accanto alla stazione di posta dell’Aquila Rossa. L’antico limes tornerà ad essere interamente percorribile (a piedi) grazie ai due artistici ponti vegetali che Giuliano Mauri sta realizzando sulla roggia Vallone e sulla scarpata poco distante. «E’una passeggiata che consigliamo, in un ambiente straordinario, che poco per volta vogliamo ripristinare e valorizzare - aggiunge Parini -. Giuliano Mauri ha capito e condiviso le finalità del nostro progetto e ha subito accettato di collaborare».
LASCIATA l’auto nella zona produttiva, il visitatore si trova subito in campagna e percorsi 50 metri incontra la cascina Bina, tipica costruzione della Bassa, che il Comune ha acquistato per ristrutturarla. Poco più avanti si ammira il poderoso manufatto di chiuse sul corso della Polcinello e della Baiona, affluenti della Savarona. Si prosegue fino ai campi del Fenil Bosco, all’altezza della roggia Canelot, dov’è la cappella di S.Vigilio, ultima testimonianza del piccolo monastero femminile fondato nel 1127 dal conte Gozone Martinengo.
Dove la strada si interrompeva, lo scultore Mauri ha gettato un ponte lungo 50 m ed un altro di 30 m, entrambi fatti di pali di castagno, conficcati a palafitta. L’artista, assistito dall’ing. Sandro Guerini, direttore dei lavori per il recupero del castello, ha ultimato la base e procederà al più presto alla realizzazione dei parapetti. I ponti vegetali sull’antica via romana collegano in forma artistica il borgo di Padernello col moderno insediamento industriale di B. S. Giacomo.



