Giovedì 29 Luglio 2010 05:02
redazione di popolis
Grande successo per la prima "cena itinerante" nel borgo
Brescia - Domenica 18 luglio a Padernello una folla di curiosi ed amanti della buona cucina si è radunata nelle strade dell'affascinante borgo per partecipare alla cena itinerante "Padernello a tavola". L'evento, sold out già da diversi giorni, ha visto la partecipazione di quasi 500 persone, un successo che premia gli sforzi degli organizzatori: la Fondazione Castello di Padernello, i tre rinomati ristoranti Cascina La Bianca, la Locanda del Vegnot, l'Aquila Rossa, il Consorzio dei vini dei Colli Mantovani, Distillerie Peroni Maddalena, Sperlari e Cassa Padana.
Ogni location del borgo prevedeva una portata. Si è partiti dall'aperitivo di benvenuto con gelato presso l'Agrigelateria il Bianchino. Dopo aver gustato degli ottimi antipasti alla Cascina La Bianca, si passeggiava attraverso il borgo fino alla Locanda del Vegnot ad assaggiare dei primi squisitissimi accompagnati dalla frizzante musica della "Sala Mungitura Blues Band". Gustato i bigoli e i tortelloni, altra passeggiata per andare all'Aquila Rossa a mangiare i secondi piatti, porchetta e manzo all'olio, il tutto allietato dalle sofisticate note jazz di "Stefano Aimo Trio".
Naturalmente la conclusionenon poteva che essere all'interno del castello con del buon torrone come dolce, caffè speziato, grappe e distillati. E non era ancora finita, come degna conclusione di una splendida serata la visione di un bellissimo spettacolo di trasformismo e illusionismo su trampoli realizzato dalla compagnia teatrale "Altolivello".
Una bella serata, un'idea azzeccata, che verrà presto replicata: il 26 settembre. Nell'attesa potete aprire il video allegato per vedere i momenti salienti dell'evento.
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Tutti i tesori nascosti dal demonio
Giovedì 29 Luglio 2010 05:22
Gian Mario Andrico Giornale di Brescia
- A chi mi farà dono di una moneta rivelerò anche come trovare il luogo.
E sono sempre stati in molti a pagare per sapere. Ma pochi quelli che dopo aver saputo sanno.
Gian Mario Andrico Giornale di Brescia 25/07/2010
La Dama Bianca torna dopo 10 anni
Martedì 20 Luglio 2010 20:54
gian mario andrico - giornale di brescia
PADERNELLO - Riecco la Dama Bianca. L'ultima volta è accaduto nell'anno 2000. Rigorosamente dieci anni dopo, come vuole la tradizione, riecco la Dama Banca: ovvero il fantasma del castello di Padernello. La leggenda, infatti, vuole che lei, la dolce fanciulla morta nel secolo XV cadendo dalla camminata di ronda del maniero Martinengo, si rifaccia viva ogni dieci anni, la stessa notte in cui perì: il 20 luglio di quell'estate lontana. Si chiamava Biancamaria, era figlia di Gaspare Martinengo, fratello di Bernardino che viveva nel maniero sito tra i grandi boschi della Bassa. Il padre, soldato di ventura al soldo di Venezia, aveva portato sua figlia a Padernello da Brescia, dove abitava in un arcigno palazzo in via delle Cossere. Era cagionevole la bambina. L'idea era venuta a Bernardino, signore di quel feudo: «Chissà - aveva suggerito a Gaspare - che Padernello non faccia il miracolo».ù
Un Castello... spiritato Ad affermarlo sono due medium che, arrivati a Padernello dal centro Italia, davanti ad una platea di 300 persone hanno affermato che quel fantasma esiste. Lo abbiamo pesato e misurato. Poco tempo fa, davanti al ponte levatoio del Castello, è stato ritrovato un disk ben avvolto in una protezione. Gli uomini della Fondazione di Padernello lo hanno visionato trovandoci sopra un'immagine della misteriosa ragazza, «fotografata» all'interno del Castello, piano superiore, sfilata delle stanze adibite a camera da letto. Ora, chi lo ha voluto recapitare non è certo un bambino (ne avrebbe avuto ogni diritto!), ma un adulto, e ben attrezzato anche, entrato nel maniero Martinengo covando la segreta speranza di vedere la Dama. E quest'anno, due lustri dopo l'ultima apparizione, che cosa succederà ?ù
Storia e leggenda: vita di Biancamaria fanciulla fragile e sensibile PADERNELLO - Correvano gli anni del secolo Decimoquinto. Uno di questi, nel correre via, aveva dato i natali ad una dolce creatura. Era figlia del conte Gaspare Martinengo, uno dei due eredi di quell'Antonio I che il 7 marzo 1443 fu infeudato delle terre di Gabbiano. Gaspare, soldato di ventura al servizio della Serenissima Repubblica veneta, aveva ricevuto in eredità dal padre un severo palazzo, sito in via delle Cossere in Brescia dove, impegni militari permettendo, viveva. Biancamaria nasce in questo palazzo, oggi scomparso. La bambina era deliziosa come raramente la natura si diverte a plasmare le sue creature e suo padre, Gaspare, l'amava teneramente. La sua bellezza era tale che sulla soglia della giovinezza era già stata chiesta in moglie da una schiera di nobili e incantati pretendenti. Ma a Bianca la cosa pareva non interessare. Nella città di Brescia non si parlava d'altro che dello strano e misterioso fascino della «Bambina pallida». Ma Biancamaria ignorava anche questo. Una famiglia potente
Della potenza di suo padre, della ricchezza della sua famiglia, dei gravosi fatti che intorno a lei la storia consumava verso la fine di quel secolo tormentato che l'aveva vista nascere, Bianca pareva nemmeno accorgersene. Per la verità la nobile rampolla di casa Martinengo mal celava l'insofferenza che sentiva nei confronti del suo tempo: così rude, spesso cupo, sempre brutale. Del suo tempo apprezzava solamente l'immacolata bellezza della natura, che però aveva solo intuito lasciandosi guidare dalla sua inusitata sensibilità , immaginando come poteva essere il mondo al di là di quelle invalicabili finestre strombate del palazzaccio dove abitava. Il fascino di Bianca era grande quanto precaria la sua salute. Suo padre s'affannò a chiamare i più noti cerusici che, dalla lontana Venezia, si sostituivano al capezzale della bambina. Una fanciulla fragile
Dal martedì al venerdì: 9.00-12.00 / 14.30-17.30 domenica: 14.30-18.30 sabato pomeriggio: aperto in occasione di manifestazioni Telefono: +39 030 9408766 in orario d’ufficio e-mail: info@castellodipadernello.it
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