Il racconto, come la memorizzazione e catalogazione dei grandi avvenimenti politici, culturali e sociali di livello nazionale o mondiale, viene ormai vivisezionato, analizzato, discusso ed interpretato da molti autorevoli professionisti o semplici osservatori del settore. Questi importanti “atti” sono archiviati sempre più spesso con metodi tecnologicamente avanzati tanto da farci supporre che i fatti più importanti che sono accaduti a partire dalla seconda metà del XX secolo resteranno salvati e mandati a futura memoria con numerosa e diversa documentazione che permetterà alle nuove generazioni un buon punto di osservazione. Tutto il sistema archivistico di memoria storica presenta però delle enormi lacune per quanto riguarda la cosiddetta “microstoria”. Per una più reale e completa rilettura di uno spaccato di società, ci si dovrebbe rapportare più frequentemente ai problemi quotidiani delle persone che compongono la stessa, attraverso una consultazione approfondita dei propri archivi storici.
Prima di tutto va chiarito che per archivio storico si intendono documenti emessi almeno quarant’anni fa e comunque privi di eventuali contenziosi in essere e sicuramente fuori dalla sfera del privato personale. Detto ciò, l’analisi dei vecchi verbali comunali faciliterebbe l’interpretazione di scelte amministrative che ai nostri occhi di contemporanei sembrano magari contrastanti, se non addirittura palesemente errate, ma che calate nel contesto storico originario potrebbero offrire anche spunti di riflessione per scelte amministrative future, oppure più semplicemente ci fornirebbero ulteriori elementi di valutazione storica in un ambito locale e quindi più particolareggiato. Anche la rilettura del carteggio intercorso tra i nostri avi (cittadini normali di varie estrazioni sociali) e le istituzioni pubbliche del tempo favorirebbe la fedele ricostruzione sociale e culturale della comunità di un intero paese. L’intreccio e il confronto di materiale proveniente da più paesi andrebbe a formare il tessuto societario certo di tutto un territorio in un determinato periodo storico. La catalogazione e l’archiviazione in forma corretta di tutto questo materiale contribuirebbe a colmare parte della lacuna poc’anzi evidenziata. Per questo e per altri importanti motivi sarebbe intenzione della Fondazione adibire uno spazio a questo delicato e gratificante settore culturale.
Cercando di mantenere fede ad un’impostazione culturale di carattere sovracomunale che l’oggetto sociale della Fondazione prevede, l’intento auspicato sarebbe quello di coinvolgere anche i Comuni limitrofi per lo spostamento in loco di parte dei propri archivi storici comunali. Nello specifico pratico si avrebbe abbozzato un accordo di massima con alcuni Comuni limitrofi i quali, dopo aver chiesto i permessi necessari alla Soprintendenza Archivistica responsabile e aver ratificato gli accordi dietro verifica dell’adeguatezza del luogo di destinazione, si impegnerebbe nello spostare il proprio archivio storico nelle sale del Castello di Padernello. Contattando verbalmente alcuni amministratori locali, abbiamo riscontrato che l’archivio storico viene considerato dal Comune in molti casi come un’incombenza di carattere tecnico-sentimentale e che frequentemente non è supportata da un’adeguata preparazione storico-scientifica da parte del personale che deve occuparsi di molteplici altri aspetti burocratici, e quindi difficilmente si può trattare di personale specializzato del settore.
Perciò ne deriva che questo importante carteggio venga relegato spesso in luoghi angusti, difficilmente raggiungibili e consultabili. Essendo materiale facilmente deteriorabile, necessiterebbe di cure appropriate, luoghi di deposito e scaffali protetti, ma i Comuni ai quali vengono trasferiti ulteriori nuovi compiti, si vedono costringere i propri amministratori a sacrificare i settori ritenuti, spesso a torto, potenzialmente meno esigenti di investimenti economici, tra questi i nostri archivi storici, la nostra storia locale. La difficoltà maggiore che prevediamo di incontrare per la realizzazione di questo progetto di archivio storico di zona, sarà quella di riuscire a trasmettere alle varie amministrazioni comunali locali e quindi alle varie cittadinanze la potenzialità del progetto rendendolo “sovracomunale”, scongiurando così il rischio di una dispersione di documenti preziosi.
Noi riteniamo che tale difficoltà saranno superate mediante la dimostrazione di accortezza nella scelta dei locali e del loro allestimento, dalla loro accessibilità e fruibilità, nonché dalla serietà e professionalità del personale anche se proveniente dal grande settore del volontariato. Tali archivi dovranno quindi essere: sicuri, catalogati, visitabili, ed eventualmente consultabili nelle forme ed orari prestabiliti, ma soprattutto in presenza di personale qualificato. Riteniamo la realizzazione di questo archivio storico generale un grosso salto di qualità per i Comuni, per la Fondazione, ma soprattutto per un’intera popolazione che vedrebbe valorizzate le proprie radici storiche e finalmente studiata la propria storia.
Il progetto prevede:
- un salone dell’archivio storico;
- una sala espositiva per la consultazione;
- una sala per la ricerca, catalogazione del personale archivista.
- scaffali protetti ed accessibili solo dal personale addetto anche se visibile dagli utenti;
- adeguato sistema di prevenzione e lotta agli incendi;
- tavoli di consultazione;
- sistema informatizzato per la catalogazione ed eventualmente per la consultazione.