La “Ninfa” di Padernello

Scritto da  Leonardo Urbinati

Forse era davvero bellissima... eterea, proprio come una ninfa...ma non c’inganni il nome: quanti nostri “FRANCESCHI” son tutt’altro che santi o quante nostre “ANGELINE” nulla hanno di...serafico! Ai tempi di MARCO NUMERIO, antico “romano” di Padernello, c’era l’abitudine alquanto “snob” d’imporre agli schiavi, di qualunque provenienza fossero, eleganti appellativi “alla greca”.

Per quanto ne sappiamo NYMPHE potrebbe anche essere stata una semplice ragazzetta di locale origine Cenomàne, o addirittura ...un’extra comunitaria dalla pelle scura, (ce n’erano, anche allora, nel bresciano!) e, a modo suo, graziosissima (“Nigra sum sed formosa”). Il nome è, comunque “teoforico”, cioè di origine religiosa, e può anche essere indizio di una effettiva devozione di chi lo portava per le misteriose divinità dei boschi e delle fonti; (nel territorio bresciano, tuttavia, vi è un solo esempio di vero culto delle Ninfe, ed è un “ ex voto” a loro dedicato da una donna di Gardone Val Trompia, che si chiamava MELANALIA SEVERA). Compare, la “nostra” NYMPHE, su un’iscrizione funebre d’età romana, che è l’unico documento epigrafico “classico” di Padernello, e che ci reca testimonianza dei più arcaici, in assoluto, abitanti della località.

La riportiamo per esteso:
D.M. M. NVMERIO L.F. NYMP-E ET TROPHIME LIB. BENEM////TI FECE////

D(is) M(anibus)||M(arco) NUMERIO L(uci) F(ilio)||NYNPHE ET TROPHIME||LIB(ertae) BENEM[erenti]||FEC[erunt] (Luogo sacro) Agli Dei Mani| A Marco Numerio, figlio di Lucio (Numerio) |Nymfe e Trofime| (sue) liberte, a lui benemerente (per le sue benemerenze) |fecero (questa tomba).

Albino Garzetti, che include l’iscrizione al n° 962 della sua monumentale raccolta delle epigrafi bresciane, ci fornisce in proposito queste basilari notizie che riassumiamo: “Da tempo immemorabile la pietra incisa serviva da paracarro vicino alla chiesa di Padernello. Nel 1908 il parroco la fece trasportare nella casa parrocchiale. Qui la vide lo studioso Patroni che la fotografò e ne riferì su NOTIZIE DEGLI SCAVI, 1911. pag. 21. Oggi è introvabile.

NUMERIUS, è nome raro, trovato qui per la prima volta nella epigrafia bresciana. C’è un NUM...? in una epigrafe camuna n° 1219, ma è di lettura incerta. Pongono l’epigrafe due liberte (ex schiave) di Numerio, grate per ibenefici ricevuti. NYMPHE (“Ninfa”) è nome di origine religiosa. Nel bresciano ce n’è un’altra nella epigrafe n°935 (Verziano), e c’è un uomo, NYMPHODOTUS (“Dono delle Ninfe”), al n°235 (Urago Mella).

Il nome TROPHIME è invece alquanto diffuso, con altri numerosi esempi; è collegato con l’idea di “NUTRIRE” (dal greco “trefo”); era spesso assegnato agli schiavi maschi (TROPHIMUS) che avevano l’ufficio di “NUTRITOR” (addetto agli approvvigionamenti della casa) o femmine “NUTRIX” (che poteva essere anche “balia”) (cfr. Baumgart, Sklavennamen p.17.50).

Osserviamo, infine, che l’epigrafe attesta anche l’esistenza del padre di Marco, che era LUCIO NUMERIO. Quanto alle due ex schiave, possiamo ricostruirne il nome completo. Affrancate, e divenute LIBERTE, secondo la prassi romana, si saranno chiamate rispettivamente:
NUMERIA M(arci) L(iberta) NYMPHE e NUMERIA M(arci) L(iberta) TROPHIME.

I due NUMERII, padre e figlio, tuttavia, ci appaiono privi di “COGNOMEN”: non portano i classici “tria nomina” (tre nomi) dei veri cittadini romani (p.es. CAIO GIULIO CESARE); probabilmente erano di origine indigena o modesta, forse non avevano la “cittadinanza”, o avevano ingenuamente latinizzato i propri nomi. Il fatto che avessero schiavi e liberti ci indica, però, che erano di condizione economica abbastanza buona.

Leonardo Urbinati

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NYMPHE

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