• Leggende Copertina
Tuesday, 18 December 2018 02:41

Tone e la luna «piena» di Coste d'Argento

Written by Gian Mario Andrico
Mamma mamma - disse Tone, un ragazzone grande e grosso ma un po' tonto - voglio sapere che cosa sono quelle macchie che ha la luna quando è piena. - Lascia perdere - rispose la madre - non ti crucciare e pensa ai fatti tuoi che ti riuscirà di campare anche senza conoscere certe fregne.
Ma il giovane non si dava pace. Quando la luna era piena se ne stava ore e ore a guardarla: ora di sbieco, con un occhio appena, col cannocchiale, sotto l'unghia del cappello…ma non riusciva a vederle bene le macchie. - Mamma mamma voglio sapere perché a occhio nudo, da qui a là, non riesco a capire. E tanto disse e tanto fece che sua madre, stufa di sentirlo fare e dire, ogni luna piena la stessa tiritera, gli raccontò il fatto. - Devi sapere che tanto, e tanto tempo fa, quando la luna era perfettamente bianca, viveva da queste parti un ladro che rubava per vocazione. Ogni cosa vedesse e non fosse sua, incominciava a sognarla la notte, e anche se le aveva tentate tutte per resistere, non ci riusciva, e per prendere sonno, la notte, si faceva esorcizzare dalle più in gamba fattucchiere della campagna. Niente: quando quelle cose le aveva fisse in zucca le voleva. Era, la sua, una malattia. Un giorno passò presso un orto e vide delle belle Coste d'Argento, grosse, sane e fresche. - Ma guardale come sono mature. Ma perché non le vanno a raccogliere? Perché me le lasciano davanti agli occhi giorno e notte? E non ce la fece più. Prese un sacco, saltò la siepe e con una roncola incominciò a rubare quelle meravigliose Coste d'Argento, illuminate da un pallido quarto di luna. Tutto ad un tratto sentì una voce. - Cosa fai tu delinquente, lascia stare quelle Coste…che non le hai piantate tu. Il ladro alzò la testa: aveva una bella Costa d'Argento in mano, ma non era riuscito a capire da dove venisse quella voce. Non c'era anima viva. Forse s'era sbagliato e continuò nella sua opera. - Metti giù quelle verdure ladrone che non sei altro. La voce, questa volta più imperiosa, pareva venire dall'alto. Il ragazzo s'arrestò, guardò ma non vide nessuno. E gli sembrò che l'orto, le Coste d'Argento e il mondo tutto intero si illuminassero come per incanto. E quel quarto di luna sospeso per aria che si gonfiava, si gonfiava e s'avvicinava alla terra minacciosamente. Quando la luna fu tonda al punto di farci stare tutto, entrò nell'orto, rapì il ladro, le Coste d'Argento, il sacco e portò tutto con sé, nell'alto del firmamento. Da quel giorno l'astro ha quelle macchie che tu vedi - concluse la madre - sono le Coste d'Argento e tutto il resto… Ora mi vuoi lasciare in pace che devo far la soncada?
Last modified on Tuesday, 18 December 2018 14:45

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