Sunday, 14 July 2019 21:50

Da Avignone a Padernello per studiare la Mezzadri come pioniera di Marivaux - La prof. Paola Ranzini ha studiato il copione della regista per «Il gioco dell’amore e del caso»

Written by Elisabetta Nicoli - Giornale di Brescia
Centro di Documentazione Teatrale “Foppa 3” Centro di Documentazione Teatrale “Foppa 3”

BORGOSAN GIACOMO. «Concedetevi, giovani cuori, al dio dellatenerezza. Coltivatesenza timori, gli amorosi sentimenti... ». Parole poetiche introduconoal testo di Pierrede Marivaux nel copione ideato da Mina Mezzadri nel 1966 per «Il gioco dell’amore e del caso», primissima rappresentazione in Italia dell’opera drammaturgica dell’autore francese nel corso del Novecento.

Il prologo. Quel copione, con un prologo che ha probabilmente per autrice la regista bresciana, è la felice scoperta di una studiosa, docente di Studi teatrali all’Università di Avignone, italiana d’origine, chevivedatrent’anni in Francia.

«Al Castello di Padernello - spiega la professoressa Paola Ranzini - ho scoperto questa perla rara. Sto lavorando a un grande progetto collettivo di ricerca sulle regie di Marivaux, esteso in diversi Paesi, che mi impegna per la parte italiana. Nel Settecento l’abate Pietro Chiariavevaelaborato in forma di pièce teatrale "LaviedeMarianne".Nell’Ottocento la troupe della Comédie Francaise mandata da Napoleone ha fatto conoscere in Italia "Le false confidenze" ».

«Nel Novecento - prosegue lastudiosa -èstataMinaMezzadri a introdurre per prima questo autore, di cui si avranno poi molte rappresentazioni. Contattata,accetta dioccuparsi della regia: lo spettacolo per una compagnia di Lecco con artisti per lo più locali ha una connotazione artigianale, quasi da teatro sociale, ma è un episodio importantissimo, che nessuno ha studiato. La regista fa passare un’eco che porterà "La finta serva" di Marivaux al Festival di Spoleto nel 1971 e "Il gioco dell’amore e del caso" sarà poitra i testi più rappresentati in Italia,propostoancheaBrescia, dal Ctb,conMassimoCastri nel 1985 e nel 1993».

Il fondo. Mina Mezzadri, cofondatrice della Compagnia della Loggetta da cui è nato il Centroteatrale bresciano,avevaperprogrammaeperattitudine lo sguardo attento alla drammaturgia internazionale, come ben documenta il fondo "Foppa 3" consultabile nelle tre sale del Castello diPadernello, dove sono raccolte migliaiadivolumieriviste della sua biblioteca, con manoscritti e nastri magnetici che erano custoditi a Brescia nella casa di famiglia, al numero 3 di via Foppa.

«Di quello spettacolo - osserva la studiosa- esistesolo una striminzita rassegna stampa -,maa Padernello ho avuto la possibilità di toccare con mano i libri di Mina Mezzadri, di vedere quali letture avevano portato alla scelta, di soffermarmisulleannotazionialvolume dei tre testi di Marivaux tradotti da Paola Ojetti, che era uscito nel ’63. È stato comeentrare nell’officina di creazione dello spettacolo, fin dalla prima fase in cui la regista ha pensato alla messa in scena,decidendopoiditornare al testo originale, con una traduzionepropria.Padernello è un luogo eccezionale: chi s’interrogasulteatro delNovecentotrova nella biblioteca ricostruita all’interno del Castello tutto quel che è apparso in Italia di importante, gli autori tradotti e le traduzioni. Da questa esperienza ho avutoconferma cheoccorre essere un po’ testardi quando si fa ricerca, non bisogna accontentarsi delle tracce critiche ma è necessario esplorare con pazienza gli archivi: questo spettacolosembravainavvicinabile e può invece essere ricostruito. Non era una produzione del Ctb e il copione, con annotazioni autografe e schizzi a matita per i costumi, è rimastonella biblioteca di Mina Mezzadri. Da varie testimonianze ho ricomposto il suo processo di creazione, sto lavorandoadessoall’interrogazione del testo: mi piacerebbe pubblicarne fotogrammi. È in progetto la creazione di una biblioteca digitale, per valorizzare la documentazionedelle regie, che sono un patrimonio immateriale. Ho trovato a Padernello, in questo luogo che per me era un mistero, grande gentilezza e disponibilità: ho avuto assistenza e operato in condizioni ottimali. Penso che sarebbe bello, nella prosecuzione del lavoro, poter organizzare una giornata di studi in questo luogo molto piacevole».

INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
    This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
    14.30 - 17.30
    Domenica pomeriggio
    14.30 - 18.30
  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
    € 5,00
  • L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso

newsletter

I agree with the Terms and Conditions

LOVE&GRATITUDE

google adv