Maji Raku

Durata

23 settembre – 15 dicembre 2022


Venerdì 23 settembre – ore 18.00
Inaugurazione della mostra di ceramiche giapponesi

La visita all’esposizione è compresa nel biglietto della visita al Castello di Padernello


“Gaia” dalla Terra al Cuore è un viaggio di riscoperta sul territorio della Provincia di Brescia. Un viaggio che inizia dalla terra, silenzioso grembo in cui tutto prende vita, si lega e acquista forza. La terra accoglie le piante che grazie ad essa, come dice Stefano Mancuso “sono legate le une alle altre da una rete sotterranea di radici che le unisce formando un super-organismo, così le piante, grazie alla terra costituiscono la nervatura, la mappa sulla base della quale è costruito il mondo in cui viviamo.” Una forma perfettamente equilibrata di “rete” collaborativa. Questa materia (la terra) ha una forte valenza artistica, è lo strumento ideale per legare tra loro gesti ed emozioni ll viaggio inizia dalla terra di San Paolo. Gli scultori osservando i campi, le forme delle mille zolle. Il loro cuore, attraverso le tele di un pittore bresciano reinterpreta luoghi ricchi di emozione, ne scopre luci e ombre, cattura la linea senza fine che li unisce che inizia poi a scorrere tra le loro dita. Sobbalza, rotola, rimbalza, prende forma: la terra. È un compagno silenzioso, che ti conduce dove gli occhi son ciechi e rende visibile il gesto. La terra poi, si unisce alla magia del fuoco e dell’acqua, sottrae loro la lucentezza che fa vibrare la forma. Una forma la trovi per caso ma non esiste mai a caso. È figlia di una tradizione, di un ricordo, di un’intuizione, della ricerca di una soluzione, della povertà e dell’ingegno per superarla. Servono buoni occhi e mente libera, ma quando la trovi regala felicità.
Il cuore, l’elemento portante della mostra, è il dialogo tra pittura e raku. Le due arti si confrontano e rincorrono sugli stessi scorci.
Il percorso si distende sulla nostra provincia: i laghi, le torbiere. Il tema: l’acqua a cui si affiancano delle nature morte. Tutto però nasce dalla terra, quindi il nucleo centrale della mostra, ha un prologo dedicato ai campi che “vivono” intorno a Padernello.
Le spaccature della terra, i cretti, le luci e le ombre.
Uno spazio immenso in cui la fantasia corre.
Ogni opera raku si confronterà con l’opera pittorica che l’ha ispirata, per dare al visitatore l’evidenza del diverso punto di vista nella comune ricerca.


L’arte ha da sempre uno straordinario potere: quello di saper raccontare una storia.

È il mezzo mediatico per eccellenza, coinvolge tutti i sensi ed è in grado di trasmettere a ciascuno spettatore esperienze emotive intime e profonde, una sorta di momento spirituale ad personam.

La storia raccontata dall’arte viaggiante di Maji Raku è quella di un percorso artistico a più mani che vede protagonisti: Adelmo Zanotti, Bruna Gelpi e Giacinto Silistrini artisti che si incontrano in un momento particolare della loro vita quando nasce spontaneo il desiderio di creare qualcosa insieme, fare arte e metterla a disposizione di tutti.

Adelmo Zanotti è un artista ormai consolidato nel tempo, ha come luogo di lavoro lo Studio Laboratorio di Plemo, la terra è la sua materia e il raku è la sua magia. Gelpi e Silistrini nascono come pittori, l’arte non è la loro professione primaria ma fa parte della loro vita da sempre, entrambi arrivano al Laboratorio di Plemo con la semplicità che li caratterizza.

L’idea del gruppo è quella di portare fisicamente l’opera nei luoghi dove la gente non si aspetta di incontrarla, renderla fruibile, visitabile, godibile a tutti e in ogni momento. L’obiettivo è far riscoprire il valore di un territorio attraverso il valore della composizione artistica che lo rappresenta e a modo suo lo racconta. Il paesaggio lacustre nei suoi molteplici aspetti è il soggetto scelto dagli artisti: i Pali e le reti di Zanotti, le Fatiche del lago (dell’acqua) della Gelpi e le Sardine di Silistrini.

L’acqua è l’elemento primario, il fulcro della vita, insieme al fuoco crea quel processo alchemico che trasforma la terra in Raku e dona luce alla materia.

Gli artisti operano in un primo momento individualmente: ciascuno con il proprio stile, con le proprie mani amalgamate nell’argilla. Le immagini diventano forme nell’atelier camuno, in quell’officina di lavoro e arte dove le terre policrome si modellano, si asciugano ed infine si colorano. In questo modo prendono vita le singole sculture di Maji Raku, l’orizzonte piatto e mosso delle onde si alterna alla verticalità dei pali, alla trasparenza delle reti alle fatiche lacustri dei gesti quotidiani e ai tappeti di Sardine colorate.

Questa prima fase è volutamente solitaria, attraverso il passaggio mente – corpo, idea – tecnica ciascun artista ascolta il proprio silenzio, è in contatto diretto con l’anima e concepisce l’arte.

Il manufatto si innalza a sublime opera d’arte.

In un secondo momento si assiste alla creazione collettiva: la ricerca dell’armonia spaziale, lo studio del percorso visivo in cui inserire la composizione a sei mani. Quando le installazioni vengono sistemate nell’ambiente si dà vita ad un gesto fisico dotato di forte impatto emotivo in cui la sinergia crea la sinestesia, la terra torna alla terra e all’acqua.

Il ciclo vitale dell’opera d’arte si conclude e si concede alle spinte del vento, ai giochi di luce, ai riflessi dell’acqua ma soprattutto si concede a ciascuno di noi. La terza e ultima fase, infatti, è dedicata allo spettatore, riguarda il suo rapporto diretto con ciò che vede: l’esperienza estetica che coinvolge tutti i sensi, colpisce dentro nel profondo dell’anima.

I luoghi specifici che ospiteranno questa esposizione itinerante sono i paesaggi (borghi) lacustri più suggestivi del Sebino la Valle Camonica e la Franciacorta, territori già ricchi di un importante Patrimonio Artistico dai siti Unisco ai Monumenti Nazionali.

Maji Raku va a completare a modo suo l’atmosfera galleggiante di Christo che segna il passaggio dell’arte universale nella storia del Lago d’Iseo e dei territori che lo circondano.

Dopo tutto se i grandi lavori d’arte sono veri come i lavori della natura, lasciano un segno indelebile nei nostri occhi, fanno fare un respiro profondo, lasciano tracce di vita.

Magda Stofler

Forse la verità dipende
da una passeggiata intorno al lago

W. Stevens


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