Waste of my time

Concerto musicale

Venerdì 15 novembre 2024, ore 20.45


Out of The Bars

Roberto Giovanni Bellan (organo Hammond), Luciano Poli (chitarra) e Maurizio Fogazzi (batteria), con la partecipazione di Linda Severino (voce)

 

 


12,00 €


Out of the Bars è un viaggio attraverso la musica degli anni ’50, ’60 e ’70 che vede protagonista l’organo Hammond, raccontato e suonato da Roberto Giovanni Bellan (organo Hammond), Luciano Poli (chitarra) e Maurizio Fogazzi (batteria) e intende condurre in un mondo pieno di storia ed emozione.
L’occasione è quella di fare un viaggio sonoro che celebra l’organo Hammond, ma non solo. Un racconto che offre anche l’opportunità di riconnetersi con le radici della musica moderna, riscoprendo i suoni che hanno formato la colonna sonora di generazioni, dal jazz sofisticato ai ritmi progressivi, per sperimentare e far rivivere le melodie e le atmosfere che hanno segnato un’era.
Lo spettacolo offerto non è semplicemente un concerto, ma un’esperienza, un ponte tra il passato e il presente che dimostra quanto la musica di quei decenni sia ancora viva e capace di incantare.


Il progetto, nato ufficialmente in occasione della presentazione del disco “Waste of my time” nel marzo 2024 presso il Teatro DerMast di Brescia, presenta tre musicisti bresciani, Roberto Bellan, Luciano Poli e Maurizio Fogazzi, per la prima volta insieme dopo molti anni di pratica e ricerca nel mondo della musica, che hanno inteso dar vita ad un’inedita formazione, gli Out Of The Bars.
Provenienti da svariate estrazioni musicali, ma con una profonda ammirazione per l’organo Hammond, i tre si incontrano per una jam session in un noto locale di Brescia. Da quel momento scaturisce l’esigenza e l’intenzione di lasciare una traccia a testimonianza della loro passione per questo storico strumento; così nascono gli Out Of The Bars, nome che può essere tradoto in “fuori dai bar”, “fuori dalle batute musicali”, ma anche “fuori dalle sbarre”.
L’Hammond è uno strumento trasversale che è stato utilizzato fra gli anni ‘50 e ‘70 in ambito Jazz, Blues, Soul, Funk, Gospel, Rock ed è abbastanza comune che musicisti di varie estrazioni e stili musicali diversi abbiano introdoto l’organo Hammond nel loro sound. In Waste of my time si può ascoltare una classica formazione da Organ Trio, ma con colori e sfumature che integrano il Groove con le peculiarità di tre storie e percorsi musicali completamente diversi. Maurizio Fogazzi, baterista, nasce come musicista Rock, militando in formazioni ispirate allo stile dei Deep Purple, e nel corso degli anni si appassiona al Blues, sperimentando con notevole successo i vari stili di shuffle che saranno la sua carateristica firma in numerose band di Blues internazionali. Il suo poderoso shuffle lo possiamo ascoltare molto bene in brani quali “The Kitchen Table”, “Twin Picks” o “Visionary Charles”, brani originali del disco. Roberto Giovanni Bellan, organista, si appassiona già dall’età di undici anni alla musica, quella che (oggi…) viene chiamata progressive, ed inizia a intraprendere studi classici di pianoforte. Nel corso degli anni approfondisce la didatica e l’armonia moderna in ambito Jazz, ma l’interesse per il Blues e il Funk lo porta a specializzarsi prevalentemente in questi ambiti, in cui l’organo Hammond è uno strumento portante. In tuti i brani del disco lo possiamo ascoltare mentre mantiene le linee di basso, come era in uso fra gli organisti storici. Luciano Poli, chitarrista, nasce come musicista appassionato di Rock e Blues militando anche in band di Funk, ma nel corso degli anni si perfeziona nella chitarra Jazz, esplorando tuti gli stili dal Gipsy allo Swing, dal Bebop alla Fusion. Innumerevoli le collaborazioni con importanti musicisti del panorama jazzistico nazionale e internazionale. È indiscutibilmente fra i migliori chitarristi Jazz e nel disco Waste of my Time lo possiamo ascoltare mentre esegue assoli intensi e geniali accompagnamenti.
In virtù di questo “melting pot” di generi, stili e vissuti personali il risultato è un disco eseguito con l’intenzione Jazz ma che si mischia inevitabilmente con il Blues, il Funk, il Rock e la psichedelia. Il disco contiene brani originali e rivisitazioni di alcuni standard del Blues, del Jazz e del Funk, tutti suonati in direta senza l’ausilio di tracce separate ed eseguiti in un unico take per caturare al meglio la creatività e il Groove della band.
L’esperienza di questo disco si chiude con la rivisitazione di un brano risalente agli anni ’30, che era già stato ripreso nel 1976 dal gruppo “Emerson Lake e Palmer”, dal titolo “Show me the way to go home” cantato in modo magistrale da Linda Severino: è un’esecuzione che stupisce ed emoziona per l’intensità della sua voce e l’interpretazione del gruppo.


Sei stato spesso a Padernello e non hai mai visitato il Castello? Prenota una visita guidata e scoprirai la bellezza di un autentico castello medievale arricchito da storie e leggende.