Il tocco di luna

Il tocco di luna

La terra non gira, o bestie! Giovanni Paneroni

Questo documentario è stato un viaggio imprevisto e misterioso, accompagnato dalla presenza di ‘persone speciali’ che hanno svelato gradualmente il ritratto di uno dei personaggi più bizzarri e ‘originali’ del territorio lombardo. Giovanni Paneroni di Rudiano (BS), (23-01-1871, 02-01-1950) è stato un conosciuto astronomo e un venditore ambulante di gelati e tiramolla.

Bastano, per parlare di lui, le significative parole di Indro Montanelli, il celebre giornalista e scrittore che il 24 agosto del 2000, sul Corriere della Sera, così scrive nell’articolo dal titolo Cari bresciani sapete chi era Paneroni: “Nessuno sospettava che questo povero manovale semianalfabeta restituiva alla Terra la dignità di Centro dell’Universo che Copernico e Galileo, col loro sistema le avevano tolto, degradandola al rango di povera scheggia persa nella periferia dell’infinito col suo signore, l’Uomo ridotto ad un puro incidente biologico destinato ad incenerirsi con essa. Questo è il mio Paneroni: il restauratore e Vindice di Tolomeo e della Genesi.’’ Per Montanelli, Giovanni Paneroni era un Don Chisciotte, un uomo del popolo, semplice, che ha mantenuto sempre la dignità e il coraggio del suo pensiero libero. Definiva il sole PADRU' (padrone) e diceva che ‘bisogna lottare per le proprie idee in barba alle istituzioni fasciste e ai professoroni universitari’ e ‘non bisogna mai esser disposti a cambiare opinione per convenienza’. Paneroni non era un replicante dei sistemi maggioritari, ma un osservatore dallo sguardo personale e originale: ‘...E io vedo ...che la Terra è piatta e sta ferma; tutto attorno ci sono i mari, poi il vuoto, per cui bisogna stare molto attenti... altrimenti si casca nel nulla e chi s’è visto s’è visto... ‘ (Giovanni Paneroni, Astronomo).

Il racconto, si è costruito da sé, portandoci magicamente alla scoperta di aspetti inediti che, con nostro grande stupore, si sono armonicamente incastonati nei silenzi e nei tempi dilatati di questo film.

La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà ovunque (Albert Einstein)

Giacomo Andrico e Emanuele Fanelli

CREDITI

WILLYCO ASSOCIAZIONE CULTURALE presenta “IL TOCCO DI LUNA” un documentario di GIACOMO ANDRICO e EMANUELE FANELLI con EMANUELE COMINELLI, FRANCO BALDUZZI, GIUSEPPE MURACHELLI, GIANNINO ZUCCHI, ENRICO MIRANI, VITTORIO VEZZOLI, EDOARDO LUCA RADICE, TANIA SOFIA LORANDI, LAURA SALERI, MARIA FORNARI, GIUSEPPINA ALLEGRINI, MANENTI FEDERICO, ANGELA PANERONI, GIOVANNI RIVA, CORPO BANDISTICO DI ROCCAFRANCA (BS)

operatori drone ROBERTO ROMAGNOSI, MICHELA GHIDINI, MICHAEL FRASSI

Si ringraziano GIANPIETRO BELOTTI, FLAVIA BELLATI, MARIA BRUNA STELLA ZANI, GIUSY MARASCHI, MARCO FUSARI, GIULIANO ZOTTI, PIERA TABAGLIO, DOMENICO PEDRONI, COMUNE DI RUDIANO, GRUPPO ALPINI DI RUDIANO, CASCINA VOLPONE DI RUDIANO

  • Progetto grafico LUCA RUBAGOTTI
  • Comunicazione e Ufficio Stampa CHIARA ZANI
  • Musiche originali CLAUDIO SMUSSI
  • Collaborazione alla regia e al montaggio EMANUELE FANELLI
  • Regia, soggetto e disegni GIACOMO ANDRICO

PATAneroni, PATAcessore

È una storia che inizia sui banchi del liceo di Rennes in Francia. Durante l’ora di fisica la classe è messa a soqquadro. Il professor Félix Hébert non sa tener testa ai suoi ragazzi. Un alunno di nome Alfred Jarry, piombato lì nell’ottobre del 1888, lo tiene sotto tiro, e lui, povero fantoccio, lo si è perfino visto in lacrime dalla disperazione. Questo disastroso finimondo che impera da decenni ha ispirato la scrittura di farse che il giovane Alfred e i suoi compagni rappresentano nei solai di casa, dando libero sfogo alla caricatura del professor Hébert: il padre Heb, Ebon, Ebance che diventa per loro l’inventore della ’Patafisica. Anni dopo, giunto a Parigi, Alfred Jarry presenta al mondo letterario colui che battezza definitivamente Padre Ubu: già si mormora che un tizio assai grottesco e notevolmente panciuto stia avanzando con la giduglia (1) protesa in avanti verso la gloria. Infatti, Ubu re non tarderà ad uscire dalla penna di Jarry che inizia a farsi notare anche per i suoi atteggiamenti eccentrici.

Quando porta la pièce sul palco del Théâtre de l’Œuvre è già scandalo: alla prima parola dell’atto primo: «Merdra», vola di tutto: critiche positive e negative assieme a grida di protesta. L’attore Félix Gémier, che incarna Ubu, prosegue nella sua recita, ma l’idea che si aveva fino ad allora del teatro è già completamente stravolta. Tuttavia, Jarry non si limita a dare solamente un padre alla ’Patafisica. In Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico le trova anche un dottissimo maestro che esplicita i dettagli di questa scienza che le contiene tutte: «la scienza delle soluzioni immaginarie», colei che si sovrappone alla metafisica, come la metafisica si sovrappone alla fisica. Jarry ha allora 25 anni e si barcamena in una vita di eccessi: muore solo otto anni dopo, senza vedere il suo capolavoro pubblicato. Al cinquantesimo anniversario dalla stesura del Faustroll, un esperto jarryano fonda il Collegio di ’Patafisica che riporta alla luce Jarry, una parte della sua opera inedita e continua a precisare il concetto di ’Patafisica iniziato dal suo inventore, dandogli nuovo lustro.

Nel 1948 nasce così in Francia un luogo anticonvenzionale e antiaccademico, «una società de ricerche erudite e inutili» che accoglie i pensieri e le azioni di numerosi artisti e scrittori famosi. Il direttore d’orchestra di questa “associazione” nomina tra i grandi geni di tutti i tempi numerosi pataccessori, termine che lui conia per definire chi ha onorato la ’Patafisica ancora prima che esistesse. Ogni grande inventore che nel corso del tempo dell’ubumanità ha posto l’immaginario come veicolo per indagare la propria ricerca scientifica, diventa patafisico per anticipazione e, anche se non sa di esserlo stato, ne acquisisce il titolo. Ecco perché Enrico Baj, Reggente prima e Trascendente Satrapo del Collegio parigino dopo, all’interno della grande mostra che pose la ’Patafisica nel suo Palazzo REALE nel 1983 a Milano, dedicò a Giovanni Paneroni una piccola sezione che mostrava due sue Tavole geostatiche.

Il nostro Imperatore Analogico si ricordava bene che nel 1943, quando era studente ubuniversitario, aveva visto Paneroni portato in trionfo dagli studenti nell’Aula Magna del Politecnico. Non omette nemmeno le voci secondo le quali Lucio Fontana, che non vedeva nulla all’infuori dello spazio, avesse una concezione paneroniana! Una cosa è certa: Paneroni non conosceva né Jarry né la ’Patafisica.

Chissà se gli sarebbe piaciuto essere dei nostri, lui che voleva essere considerato soltanto come un astronomo. Difendere con veemenza l’immobilità della Terra e proporre un sistema astronomico simile a quello teorizzato dagli antichi o da Tolomeo (prima che Galileo e Copernico arrivassero a confondere le acque) ha per noi patafisici un enorme valore. Affermare con fervore che la Terra non gira, che è piatta e ondulata, che ha come fulcro il Polo Nord mentre il Sole è piuttosto piccolo, pesa quattordici chili ed è largo pochi metri… non è forse una soluzione immaginaria? Risoluto e convinto delle sue teorie, non ha mai temuto di far risuonare ovunque il suo credo. Come i più grandi spiriti, ha osato pensare fuori dal coro, sbandierando come REALE il frutto del suo immaginario. Se questa non è ’Patafisica, cos’è? Il mondo non esiste all’infuori delle immagini che diamo alle nostre creazioni, oh bestie!

Tania Sofia Lorandi
Provveditrice Rogatrice Generale del CollAge de ’Pataphysique 22 Clinamen 142 E.P. Festa dei Poliedri

1 Pancia, nel linguaggio patafisico.

in dettaglio

Quando Giovedì 03 Ottobre 2019 | 21:00
Disponibili 114
Luogo Castello di Padernello
Iscrizioni concluse

INFO//CONTATTI

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    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
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