• Leggende Copertina
Domenica, 04 Novembre 2018 15:42

Il fabbro Pelucco e il cavallo del Maligno

Scritto da Gian Mario Andrico
Erano tempi pieni di pericoli, di malie, abitati da esseri terribili: orchi, draghi, streghe maligne, mostri orripilanti... il diavolo. Però che tempi quei tempi: incantati, pieni di poesia, di fate, elfi, gnomi buoni e cattivi, maghi e maghetti, oracoli e fattucchiere, spiriti vaganti... i Miracoli.
Entravi in una chiesa e sentivi profonda la fede; varcavi la soglia di una casa e trovavi ospitalità; andavi in un prato e sentivi profumi; stavi in un'osteria e ti capitava di ascoltare storie così: semplici, ingenue, incredibili... come questa. Trovandosi una notte a passare per di là, il diavolo s'accorse che il suo cavallo stava perdendo un ferro. Si fermò, scese dalla sua cavalcatura e si guardò in giro. Era, guarda caso, arrivato vicino alle prime case di Ognato. Una di queste, coperte da una patina di fuliggine nera, era la bottega di Pelucco, il maniscalco del paese. Subito il tremendo viandante prese a calci quella porta finché... - Ma perdiana, chi è che a questa ora mi vuole buttare giù dal letto in codesta maniera? Pelucco non aveva mai visto il diavolo. Glielo avevano descritto, ne aveva sentito raccontare le malefatte e la perfidia, questo sì, ma vederselo davanti tutto arrabbiato, con l'idea di buttargli giù la porta di casa, era un'altra cosa. - Pelucco - disse il maligno che conosce tutti e sa tutto di tutti - il mio cavallo sta perdendo un ferro, accendi la fucina e fai il tuo dovere. E che doveva fare il povero fabbro? Una cosa sola: ubbidire. E così fece. Mise in funzione il mantice, aggiunse carbone che il diavolo annusò interessato, accese il fuoco facendo ghignare di soddisfazione il visitatore, e incominciò a scaldare un ferro nuovo di zecca: meglio fare le cose ad arte, non si sa come la può prendere quello... Quando Pelucco ebbe finito, sempre senza mai aver rivolto la parola a quel ceffo, e nemmeno averlo guardato negli occhi, alzò la zampa dell'animale per applicare quel ferro lavorato a dovere. Picchia che ti picchia sui chiodi, sarà stata la paura o l'agitazione, fatto sta che una martellata finì dove non doveva andare. Il cavallo, per il dolore, s'impennò e scalciò furibondo prendendo in pieno il suo padrone sugli stinchi. - Ehi, compare che fai, ci hai forse voluto provare? Ci vuol ben altro per eliminare il diavolo, non te l'ha ancora detto nessuno? - digrignò sinistramente il maligno. E già era balzato in sella allontanandosi come una saetta, lasciando là impietrito un fabbro mezzo morto di spavento.
Ultima modifica il Domenica, 04 Novembre 2018 15:48

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