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Giovedì, 01 Marzo 2018 15:13

Chi ha pane non ha denti

Scritto da Gian Mario Andrico
Illustrazione di Nadia Sayed Ali Illustrazione di Nadia Sayed Ali

Era proprio bravo quel ciabattino a fabbricare scarpe per grandi e piccini. Aveva l'arte nel sangue ma nonostante ciò faceva fatica a sbarcare il lunario: con la moglie malata, dieci figli da sfamare, l'affitto del negozio, e la scalogna che proprio ce l'aveva con lui.


La sua povertà era grande, tuttavia all'artigiano il buon umore non mancava, era sereno, quasi contento, e quando riusciva a trovare qualcosa da mettere sotto i denti per lui e la sua famiglia, la felicità che provava era tale che faticava a contenerla tutta.
«La necessità aguzza l'ingegno», dice un proverbio antico e lui, il ciabattino, un giorno si decise: mise in un sacco alcune paia di scarpe e zoccoli e se ne andò in giro per il mondo con l'idea di venderle. Pensò che forse, in paesi meno miseri del suo, fosse più facile guadagnarsi la vita. Partì col sacco sulle spalle, due soldi in saccoccia, e una bisaccia con qualche pezzo di pane e formaggio. Camminò per giorni e giorni stando attento a mangiare solo quando i crampi gli attanagliavano lo stomaco. Quando le scorte finirono si fermò, che era sera fatta, in un'osteria. Si sarebbe accontentato di un boccale di acqua e una calda minestra, poi un po' di paglia nella stalla per passare la notte fredda e stellata. Mentre con grande gusto mangiava, gli capitò di ascoltare due avventori che parlottavano sotto voce e raccontavano di uno strano libro, detto del «Comando», un oggetto che, comandato a dovere, sapeva darti tutto quello che desideravi. Quel prezioso volume era stato nascosto da loro anni prima in un paese molto lontano, sotto il pavimento di una bottega che esponeva l'insegna di una ciabatta. Sì, aveva capito bene: il paese era il suo, e la bottega anche. Era incredibile: aveva con grande fatica, per anni, pagato l'affitto di quella stamberga e ora il posto si rivelava una miniera. Quando i due se ne furono andati, il ciabattino chiese all'oste informazioni e si sentì rispondere che quelli erano due potenti maghi. Il ciabattino tornò subito sui suoi passi. Arrivò a casa, raccontò tutto alla moglie, quindi si recò alla bottega. Scavò per ore e ore e, finalmente, trovò il libro del "Comando" con sopra cento formule magiche pronunciate le quali si poteva chiedere tutto ciò che si desiderava. E le lesse tutte il calzolaio quelle rivelazioni, diventando ricco. Quella tremenda sfortuna lo aveva finalmente abbandonato? Era ora, ma c'era un ma…Da quando poteva disporre di tutto ciò che ambiva gustare gli era passato l'appetito. All'uomo venne in mente un'altra arguzia popolare che dice: «Chi ga 'l pa, ga miga i dencc».



Ultima modifica il Mercoledì, 21 Marzo 2018 11:31

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