Mercoledì, 14 Giugno 2017 00:34

È chiusa la raccolta fondi per il restauro del Ponte San Vigilio di Giuliano Mauri

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Giuliano Mauri nel 2008 era arrivato in un paesino della bassa bresciana, Padernello (Borgo San Giacomo) per costruire la sua ultima opera: il Ponte San Vigilio.

Giuliano Mauri, artista di Arte in Natura, si definiva “un carpentiere”, uno che costruiva “scale, mulini, case, ponti, giostre, cattedrali, fiumi, isole, boschi, cieli.” A Padernello si immerge nell'ultimo lacerto di bosco attraversato da un affluente della roggia Savarona, dove si era interrotta l'antico limes romano che da San Paolo arrivava a Quinzano. Come far riemergere la strada romana fagocitata dal bosco, senza cancellare quello che il tempo aveva “seminato nel tempo”? “Così abbiamo scelto di costruire una passerella sopraelevata in corrispondenza del tracciato dell'antica centuria, lasciando il bosco intatto. Questo è il mio concetto di attenzione storica.” sostiene Mauri. E da lì di nuovo il tempo sarebbe trascorso. Sono da allora passati quasi dieci anni. Il ponte comincia a mostrare il passaggio del tempo, il susseguirsi delle stagioni, le nevicate subite. Il rispetto della poetica di Giuliano Mauri ci imporrebbe di lasciare che l’impalcatura vegetale segua il proprio corso naturale, apprezzandone tutti gli stadi della trasformazione, fino al disfacimento. Tuttavia ormai il ponte è divenuto parte integrante di quel sistema di elementi che consentono la circolazione e la percezione del luogo. Vero anche che prima di morire Mauri sembra abbia aperto alla possibilità di qualche intervento conservativo delle sue opere. Il ponte quindi, in costante colloquio con il tempo e la natura, è in continua tensione tra il ritornare alla natura e il restauro dell'opera stessa.

La considerazione si traduce quindi in una scelta d’ambito e d’intervento: preservare? Conservare? Restaurare? Lasciare andare? Così la Fondazione Castello di Padernello, all'inizio di quest'anno, si è trovata di fronte ad una scelta dovendosi muovere entro un'intima contraddizione.

La scelta di rammendare il ponte-scultura è stata dettata dalla consapevolezza che ormai l'opera è diventata parte della vita degli abitanti. E proprio perché è divenuta un'esperienza della collettività la Fondazione ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi diffusa.

Così iniziata in pieno inverno alle porte dell'estate la raccolta fondi ha portato i suoi frutti: si è infatti positivamente conclusa la campagna raggiungendo la quota necessaria per il rammendo.

Ora si debbono concludere i lavori di restauro, che iniziati a marzo hanno messo in sicurezza il ponte e l'ambiente naturale circostante. Manca solo l'ultimo passo, il rammendo delle arcate superiori.

Fondazione Castello di Padernello

Via Cavour, 1 Padernello
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