Giovedì, 09 Aprile 2020 00:48

la distanza sociale

Scritto da Domenico Pedroni

Il nuovo metodo di cura che abbiamo forzatamente imparato è che dobbiamo stare ad una distanza di almeno un metro da altre persone e questa è sanitariamente definita “distanza sociale”. Se noi siamo bravi e capaci ad applicare questa regola semplice possiamo evitare il contagio dal virus, quindi a preservare non solo la nostra salute, ma anche la salute delle altre persone.

Ecco noi della bassa bresciana, per applicare questa norma, nel nostro dialetto avremmo in gran parte detto “mei du meter, sa sa mai” (meglio due metri, non si sa mai). Certamente, per noi, per la Comunità, per tutte le persone è importante avere la capacità di trasformare questa “distanza sociale” in una forma di “socializzazione della distanza”, ovvero che insieme siamo più distanti, ma ci sentiamo più vicini. Perché è questo il punto, il bene più importante della nostra vita, non è quello che possediamo, ma è l’amore delle persone che ci sono vicine.

E quando diciamo vicine intendiamo vicine per il loro affetto, per la loro condivisione, per la loro capacità di farci stare bene. “Socializzare la distanza” vuol dire mettere a fattor comune il bene, l’amore, il nostro senso di Comunità, la nostra voglia di sentirci uniti, la nostra capacità di sentirci immersi in un Creato. Allora ci viene spontaneo essere più buoni. Essere buoni, il buonismo, è sempre stato considerato un disvalore. Se sei buono sei un debole!!. Se hai degli slanci di bontà verso altre persone sei un buonista che non porterà frutti alla Società. Bisogna essere pragmatici, efficienti, mirare al risultato economico, finanziario, personale. Ve lo voglio dire in un orecchio: NON SARÀ PIÙ COSÌ. Se vogliamo uscire da questa situazione dovremo imparare a mettere al centro del nostro modo di vivere l’uomo, il rispetto, la natura, la sanità, la cultura, l’amicizia e soprattutto coltivare la nostra spiritualità, la nostra anima.

Ognuno di noi possiede nella sua anima due cassettini: il cassettino dei sogni e quello dei rimpianti. Per tutto quello che è successo e sta succedendo, io credo che abbiamo molto abusato utilizzando il cassetto dei rimpianti. Però, abbiamo ancora, se il cassettino non è troppo arrugginito, il cassetto dei sogni. Usiamolo intanto che ancora possiamo, immaginiamoci la necessità di pensare e credere che è possibile costruire un mondo migliore.

Eliminiamo le distanze virtuali che prima ci facevano essere persone superficiali, lontane dai problemi dell’Altro, egoisti, onnipotenti ed adottiamo le nuove forma di socializzazione della distanza, potremmo scoprire che possiamo diventare migliori, avere anche una vita migliore, dei rapporti più appaganti e tornare a sognare. Perché chi sogna ha la capacità di immaginare un futuro, ha la capacità di ricostruire i valori della socialità e della Comunità. Essere buoni fa bene al cuore ed all’anima. Il mio augurio per la Santa Pasqua è che tutti possiamo avere una Pasqua di Resurrezione, dove rinasciamo più buoni, più consapevoli: migliori. Sognare non costa niente!! Buona Santa Pasqua a tutti.

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