L’Ing.Guerini responsabile dei lavori di restauro del Castello di Padernello è stato molto chiaro: sul lato est del Castello deve tornare la siepe come risulta dagli acquarelli del pittore Salvetti fatti nel 1881. Ecco allora che sabato mattina una decina di volontari della Fondazione si sono messi all’opera per togliere la staccionata in legno di castagno ormai deteriorata e sistemare la riva del fossato invasa da piante spontanee nate in questi ultimi anni.

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I DIECI ANNI DELLA RINASCITA ED I PROGETTI PER IL FUTURO

Visioni ideali e concretezza di progetti: così nella Bassa ha preso vita un miracolo E ora si pensa allo sviluppo. Senza sogni non si va da nessuna parte, ma i sogni per camminare hanno bisogno di competenze concrete e solide.

Claudio Baroni

PADERNELLO. Quanto sono dieci anni? Poco, tanto? Come si misura il loro valore, la portata, la consistenza? Per questo castello,solido ed elegante, incastonato nella Bassa più verde, gli ultimi dieci anni valgono un’esistenza intera. La fine sventata. La sua presenza era documentata dalla fine del Trecento, gli stemmi dei Martinengo e dei Colleoni dominavano queste terre dal Cinquecento, nell’Ottocento mutò la su vocazione da castello arcigno a villa di campagna e fulcro di tenute floride. Ma da mezzo secolo stava cadendo a pezzi, abbandonato al suo destino. Non avrebbe resistito ad un’altra nevicata quando un progetto tanto coraggioso quanto convinto lo ha riscattato, facendolo diventare proprietà pubblica. Nell’immaginario collettivo era ancora vivo, grazie ai racconti di Gian Mario Andrico, alle foto di Virginio Gilberti, agli studi di Floriana Maffeis e Sandro Guerini. Forse anche per questo, quando venne aperto per la prima volta al pubblico, dopo i primissimi lavori di salvaguardia, il 19 marzo 2006, accorsero in migliaia per vederlo. E così fu altre due volte, in quello stesso anno, a maggio e a settembre. Noi, che eravamo tra quei primi visitatori, non abbiamo mai più perso di vista il castello cinto dal fossato, nel borgo che sembrava destinato ai fantasmi. Per descrivere il «fenomeno» di Padernello si parla di sogno, di miracolo, di caso unico e irripetibile. Forse in questo nostro Paese e in questi tempi, unico e irripetibile è il felice incontro tra la forza visionaria di alcuni e la tenace concretezza di altri, in un’unione che speriamo duri ancora a lungo.

Affidabilità conquistata. Il castello rinasce. Il teatro e le mostre, sorrette dalla progettuali- tà scenografica di Giacomo Andrico e dalla genialità di infaticabili artigiani volontari, sono stati i punti di partenza di una serie di iniziative che ormai si contano a centina- ia. Il ruolo di garanzia del Comune di Borgo S. Giacomo, la generosità delle Bcc locali, la solidità della Fondazione Nymphae, sono tutti elementi di un cammino che ha dell’incredibile. Ma l’affidabilità e la fiducia si conquistano sul campo, così sono arrivati i sostegni delle istituzioni e delle fondazioni, gli sponsor per iniziative sempre nuove e ricche di significato. Il Castello è diventato il fulcro di tanti filoni d’arte, cultura e valorizzazione del territorio.

Il territorio. Il ponte levatoio è sempre stato abbassato, crean- do legami e rapporti più vasti e solidi. Il borgo è risorto, alme- no in parte. Ora,nel fare il punto a dieci anni di attività, si guarda ad un nuovo orizzonte: dare vita ad una serie di occasioni per valorizzare le professionalità, le energie, i progetti, le aspettative di tanti giovani della zona. Perché no, una cooperativa che dia occasioni ap- paganti a ragazzi in cerca di futuro. La lezione del Castello è proprio questa: senza sogni non si va da nessuna parte, ma i sogni per camminare hanno bisogno di competenze concrete, un mix di abilità e generosità. Sogni che sanno far tornare i conti. Con la c minuscola. Per Padernello sarebbe una nuova prova maiuscola.

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Una piccola scalinata porta all'ingresso della chiesetta del Castello, costruita nel '400 per volontà dell'ultimo Martinengo del ramo di Padernello, il nobile e ricchissimo Girolamo Silvio. La Cappella, utilizzata per anni dalla famiglia Martinengo e Salvadego per celebrare le funzioni religiose legate alla famiglia, verrà restaurata per riportare all'antico splendore lo spazio sacro all'interno del bel maniero bresciano. Prosegue così, dopo la risistemazione della Sala Rossa e del Salone da ballo, l'opera di rivalorizzazione e cura della Fondazione Nymphe iniziata nel 2005 e volta al recupero di uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della bassa bresciana.

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Venerdì, 12 Settembre 2014 02:00

Padernello Nuovi fondi per il restauro

Nuovi contributi in arrivo per la Fondazione Nymphe Castello di Padernello. I fondi, in tutto 23mila euro, saranno utilizzati stavolta per il recupero e restauro della Cappella Martinengo costruita all’interno del maniero, abitato, per secoli, dalla potente famiglia Martinengo, bergamasca d’origine etrasferitasi, allinizio del XV secolo, in quel di Brescia.

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Domenica, 03 Novembre 2013 17:28

LAVORI DI RESTAURO AL CASTELLO DI PADERNELLO

Rispettando pienamente gli articoli dello Statuto, la Fondazione Castello di Padernello prosegue nel suo duplice obiettivo di recuperare e restaurare il Castello e di riutilizzarlo come sistema culturale della Bassa Bresciana.

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INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
    14.30 - 17.30
    Domenica pomeriggio
    14.30 - 18.30
  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
    € 5,00
  • L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso

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