Antonio Piovanelli al lavoro con Giacomo Andrico per il monologo che negli anni Settanta portò in tutta Italia.
«Debutteremo in novembre al Castello di Padernello»

l libro di Andrico, Gilberti e Rodella: poesia, immagini e denuncia civile.
PONTREMOLI - «Questa terra morirà»: si alza come un’invettiva la voce di Gian Mario Andrico nel suo «Mareèe», il volume pubblicato da Bams-edizioni, che raccoglie una serie di testi poetici accompagnati dalle fotografie di Virginio Gilberti e Basilio Rodella. «Meraviglie» dice il titolo. E tra le meraviglie che la pubblicazione ha suscitato sta anche il fatto che nel volgere di pochi mesi il libro è stato presentato in molti paesi, non solo della nostra provincia, animando un ampio dibattito. Segno che la difesa della nostra terra e della nostra vita è argomento che non lascia indifferenti.

Le note blu all’assalto del castello. È stata presentata ieri «Padernello Jazz», rassegna a colpi di swing promossa da Fondazione Nymphe e Associazione Cieli Vibranti in collaborazione con Fondazione Ant (e con il sostegno di Cassa Padana, Ori Martin e Nocivelli Abp).

I dipinti nella chiesa di San Giovanni a Brescia trovano qui nuova e ulteriore forza narrativa.
Moretto e Romanino sono pronti ad affascinare la Bassa… Mercoledì 23 aprile ore 20.30, al castello di Padernello, inaugurazione della mostra Il Corpo Incorruttibile - Romanino e Moretto fotografati nella Cappella del Santissimo Sacramento della chiesa di San Giovanni Evangelista di Brescia. Presente EmilioDel Bono, sindaco di Brescia, e don Amerigo Barbieri, custode protempore della preziosa Cappella, capolavoro del Rinascimento bresciano e italiano. Relatori: Elena Bresciani, con la performance degli attori Luca Rubagotti e Daniele Squassina.

Chiediamo un piccolo spazio per ricordare Gianni Bosio, recentemente scomparso.

Gianni: macchinista di teatro e negli ultimi anni volontario convinto presso il «Centro di Documentazione Teatrale Foppa 3 - Mia Mezzadri» della Fondazione Nymphe, arriva a Padernello nel 2006, dove collabora con il regista Giacomo Andrico, in qualità di tecnico delle luci, nello spettacolo «Galileo Galilei - Un processo». E fu amore a prima vista.

Da allora Gianni non ha più dimenticato Padernello e il suo castello anzi, fu proprio per collaborare attivamente che volle trasferirsi da Rodengo Saiano, dove abitava, a Farfengo, dedicando ogni sua mattina al Centro Teatrale, e la domenica collaborando come volontario alla libreria ospitata nelle sale del maniero Martinengo.

Era, Gianni,uomo che amava la cultura, uno che le cose le aveva sperimentate e le conosceva dal di dentro, con una visione altamente sociale della vita: era un «comunista» che dava la giusta importanza al bene comunitario...

Dotato di curiosa intelligenza, amava discutere e difficilmente s’allineava al pensiero comune. Gianni trovava il modo di entrare in contatto con tutti, parlava con tutti esordendo con la sua frase preferita: «Ma tu sei stato a Brescia?».

Della sua città sapeva tutto, conosceva i posti, le vie più anguste e segrete, i luoghi legati alla storia, le persone, e raccontava il tutto con una dolce balbuzia. Noi, di nascosto, lo chiamavamo «Gianni ta-ta-ta», non per scherno,nonper scherzo, solo perché quella sua caratterizzazione onomatopeica lo rendeva, ai nostri occhi, ancora più simpatico. Gianni era sempre ben vestito, conosceva tutto sul teatro, leggeva tantissimo e aveva per i libri un cura amorevole. Spesso richiamava quelli della Fondazione perché avevano, a suo dire, lasciato in disordine la «sua» biblioteca, oppure perché qualcuno non aveva ingessato i libri presi a prestito. Perché diceva: «Va bene essere comunista ma con ilgiusto rispetto delle cose, del bene altrui, col dovuto impegno...».

Gli uomini della Fondazione non scorderanno i suoi insegnamenti, non dimenticheranno le sue narrazioni e lasceranno che un fiore sbocci ogni giorno sul suo tavolo, ricordando a tutti che lui arriverà, ogni mattina, ancora e ancora. Perché il «Centro di Documentazione Mina Mezzadri» è da completare, ed un vero «comunista» non lasciamai un lavoro a metà.

Federigo Bencovich (1677-1753), ha ammaliato i castellani di Padernello e ha chiamato intorno a sé 5mila visitatori in un mese. Gianmario Andrico e la sua banda culturale si sono guardati in faccia: ovvio, avanti finche si può, fino al 30 marzo.

Mercoledì, 15 Gennaio 2014 01:00

Giovanni Quaresmini, La quercia della piazza

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Su iniziativa della Fondazione Castello di Padernello, dal 16 gennaio fino al 15 marzo 2014  la pubblicazione “La Quercia della Piazza” del prof. Giovanni Quaresmini,  viene distribuita nelle edicole in abbinamento con il Giornale di Brescia al costo di 4,80 euro + il costo del giornale. La pubblicazione ha il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia (ex Provveditorato agli studi) per la “significativa valenza culturale ed educativa”. 

Giovedì, 05 Dicembre 2013 02:57

VALORIZZARE LA PIANURA? INSIEME SI PUÒ

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Al Castello di Padernello la firma fra 5 Fondazioni e 2 Parchi sancisce la nascita di una rete voluta per promuovere il territorio della Bassa bresciana.

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Fondazione Castello di Padernello

Via Cavour, 1 Padernello
25022 Borgo san Giacomo (Bs)

Contatti

+39 030 9408766 in orario d’ufficio
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Orari di apertura del Castello

Dal Martedì al Venerdì:
9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
Sabato:
14.30 - 17.30
Domenica
14.30 - 18.30


Tickets

  • Visita Castello + Mostra - Intero: € 7,00
  • Visita Castello + Mostra - Ridotto: € 5,00
  • Visita Mostra: € 5,00
  • Visite guidate in Lingua Italiana dei Segni (LIS) con prenotazione obbligatoria.

L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso. Il Castello è visitabile solo con guida negli orari indicati. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura.

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