Chiediamo un piccolo spazio per ricordare Gianni Bosio, recentemente scomparso.

Gianni: macchinista di teatro e negli ultimi anni volontario convinto presso il «Centro di Documentazione Teatrale Foppa 3 - Mia Mezzadri» della Fondazione Nymphe, arriva a Padernello nel 2006, dove collabora con il regista Giacomo Andrico, in qualità di tecnico delle luci, nello spettacolo «Galileo Galilei - Un processo». E fu amore a prima vista.

Da allora Gianni non ha più dimenticato Padernello e il suo castello anzi, fu proprio per collaborare attivamente che volle trasferirsi da Rodengo Saiano, dove abitava, a Farfengo, dedicando ogni sua mattina al Centro Teatrale, e la domenica collaborando come volontario alla libreria ospitata nelle sale del maniero Martinengo.

Era, Gianni,uomo che amava la cultura, uno che le cose le aveva sperimentate e le conosceva dal di dentro, con una visione altamente sociale della vita: era un «comunista» che dava la giusta importanza al bene comunitario...

Dotato di curiosa intelligenza, amava discutere e difficilmente s’allineava al pensiero comune. Gianni trovava il modo di entrare in contatto con tutti, parlava con tutti esordendo con la sua frase preferita: «Ma tu sei stato a Brescia?».

Della sua città sapeva tutto, conosceva i posti, le vie più anguste e segrete, i luoghi legati alla storia, le persone, e raccontava il tutto con una dolce balbuzia. Noi, di nascosto, lo chiamavamo «Gianni ta-ta-ta», non per scherno,nonper scherzo, solo perché quella sua caratterizzazione onomatopeica lo rendeva, ai nostri occhi, ancora più simpatico. Gianni era sempre ben vestito, conosceva tutto sul teatro, leggeva tantissimo e aveva per i libri un cura amorevole. Spesso richiamava quelli della Fondazione perché avevano, a suo dire, lasciato in disordine la «sua» biblioteca, oppure perché qualcuno non aveva ingessato i libri presi a prestito. Perché diceva: «Va bene essere comunista ma con ilgiusto rispetto delle cose, del bene altrui, col dovuto impegno...».

Gli uomini della Fondazione non scorderanno i suoi insegnamenti, non dimenticheranno le sue narrazioni e lasceranno che un fiore sbocci ogni giorno sul suo tavolo, ricordando a tutti che lui arriverà, ogni mattina, ancora e ancora. Perché il «Centro di Documentazione Mina Mezzadri» è da completare, ed un vero «comunista» non lasciamai un lavoro a metà.

Federigo Bencovich (1677-1753), ha ammaliato i castellani di Padernello e ha chiamato intorno a sé 5mila visitatori in un mese. Gianmario Andrico e la sua banda culturale si sono guardati in faccia: ovvio, avanti finche si può, fino al 30 marzo.

Mercoledì, 15 Gennaio 2014 01:00

Giovanni Quaresmini, La quercia della piazza

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Su iniziativa della Fondazione Castello di Padernello, dal 16 gennaio fino al 15 marzo 2014  la pubblicazione “La Quercia della Piazza” del prof. Giovanni Quaresmini,  viene distribuita nelle edicole in abbinamento con il Giornale di Brescia al costo di 4,80 euro + il costo del giornale. La pubblicazione ha il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia (ex Provveditorato agli studi) per la “significativa valenza culturale ed educativa”. 

Giovedì, 05 Dicembre 2013 02:57

VALORIZZARE LA PIANURA? INSIEME SI PUÒ

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Al Castello di Padernello la firma fra 5 Fondazioni e 2 Parchi sancisce la nascita di una rete voluta per promuovere il territorio della Bassa bresciana.

Giovedì, 05 Dicembre 2013 02:30

La Pietà di Federico Bencovich

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iI castello di Padernello ospita fino a metà febbraio 2014 la mostra 'La Pietà" del pittore dalmata Federico Benovich, detto anche Fedrighetto o Dalmatino. artista giunto a Venezia nei primi anni del Settecento, ancora giovanissimo per studiare pittura.

Un altro evento culturale allestito nello stile degli eventi al castello: quindi di livello, ed atteso. Spazio appunto all’inaugurazione della mostra «La Pietà di Gabiano» di Federico Bencovich. Si potrà visitare la mostra fino al 23 febbraio, nelle sale del castello, preparate per ospitare la grande Deposizione, datata 1724, del pittore Bencovich, un’opera di quattro metri e mezzo per tre, valore artistico alto, contenuti sublimi e drammatici.

La Fondazione Civiltà bresciana non sta bene, la Fondazione Micheletti soffre. Continueremo a visitare le corsie delle Fondazioni bresciane, in città e in provincia. Temiamo di registrare malanni simili.

Domenica, 03 Novembre 2013 17:28

LAVORI DI RESTAURO AL CASTELLO DI PADERNELLO

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Rispettando pienamente gli articoli dello Statuto, la Fondazione Castello di Padernello prosegue nel suo duplice obiettivo di recuperare e restaurare il Castello e di riutilizzarlo come sistema culturale della Bassa Bresciana.

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INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
    14.30 - 17.30
    Domenica pomeriggio
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  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

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  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
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  • L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso

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