Domenica, 18 Gennaio 2015 09:35

Dalla Sega: cerco suggestioni per raccontare Brescia all’Expo

Scritto da Nunzia Vallini - Giornale di Brescia

Percorsi narrativi per le sei giornate: dalla Butterfly di Puccini a James Bond, dalle incisioni rupestri alle pietre della memoria.
Raccontare Brescia in 80 ore diluite in sei giornate spalmate su sei mesi. L’impresa è affidata a Paolo Dalla Sega, responsabile artistico delle giornate bresciane all’Expo, che si presenta un po’ esploratore e un po’ cantastorie. E che immagina Brescia su un set televisivo in collegamento con i luoghi di luce del nostro territorio: «Brescia monumentale non basta. C’è di più da raccontare. Bisogna cercare, scoprire, valutare, costruire percorsi».

Lo incontriamo a Borgo San Giacomo dove trova due guide d’eccezione, Gianmario Andrico e Domenico Pedroni della Fondazione Castello di Padernello. Paolo Dalla Sega guarda, fa domande, riflette, cerca spunti: «La fase della costruzione dei contenuti di Expo verrà dopo, verrà da sè» assicura.

L’opportunità di Expo per il lavoro e l’occupazione è ben chiara, lo è meno quanto alla promozione del territorio. Quale Brescia verrà raccontata a Palazzo Italia? «Brescia romana, le incisioni rupe- stri, il Garda, la Mille Miglia ... dicono tantissimo ma non abbastanza. C’è di più. Expo chiede anche altro. Non possiamo dimenticare il tema: nutrire il pianeta, energia per la vita. Expo è la piazza mondiale sulla quale si affaccia il dubbio, dove il fattore crescita non è positivo a prescindere, dove con l’idea di progresso si introducono anche principi di cautela, di sostenibilità collettiva, dove ci viene chiesto come andare avanti tutti, e tutti insieme. Per questo io chiedo ai bresciani: chi siete? Dove volete andare?»

Alla Camera di Commercio si moltiplicano gli incontri con le diverse realtà istituzionali, economiche, accademiche, il volontariato... Ora un tour in provincia. Con quale obiettivo? «Sono convinto che il plus di questa città sia anche quello che le sta attorno. Con un po’ di pazienza e molta curiosità cerco i tesori che nasconde questa terra, cerco di tirarli fuori, farli venire in luce. Expo è anche questo: illuminare qualcosa che ha bisogno di luce. Qui siamo nella Bassa, terra che diventa nutrimento, cibo, vita dell’uomo e della comunità. Siamo a Padernello, tra un castello, le stalle e l’antico forno. Qui la storia è viva: questo monumento-museo, con la sua fantastica collezione del Ceruti, è anche il centro di promozione culturale del territorio. Teatro, cinema, arte ma anche tappa della via del pane, il percorso didattico che parte dal mulino della Motella per arrivare al vecchio forno a legna. Questa è una terra dei prodotti a chilometro zero e della ristorazione di qualità. Questi forni del pane sono in assonanza con i forni fusori e gli altiforni delle valli: in entrambi l’energia plasma la materia utile alla vita».

La caccia alle luci di Brescia si è aperta con la Valtrompia dove lo sguardo dell’esperto si è alzato anche verso il cielo, favorito dall’osservatorio astronomico di Lumezzane. Nell’agenda riempita da Laura Parenza e Sabrina Medaglia, impegnate sul fronte Expo per la Provincia, ci sono anche Iseo, la Franciacorta, il Garda e la Valsabbia. Una provincia frammentata da sintetizzare in sei giornate. Come?
«Non farò riassunti. La frammentazione si supera con percorsi narrativi: cerco semi di meraviglia, di stupore, capaci di legare insieme le cose e convincere il visitatore del Padiglione Italia che vale la pena approfondire, spostarsi da Milano a Brescia. Qui troverà anche il "Fuori Expo", opportunità unica da sfruttare per dilatare le 6 giornate del Padiglione Italia. Immagino Milano come una sorta di preview di quanto poi può essere approfondito a Brescia e provincia».

Lei insiste sui percorsi narrativi. Come entreranno nelle sei giornate bresciane?
«Immagino un grande palcoscenico televisivo con collegamenti nei punti luce dei forni, dei fuochi, del cielo, dove le opere d’arte e dell’industria si intrecciano con i suoni della tradizione e i segni della comunicazione. Ad esempio - ma è solo una suggestione che ho colto tra le tante - le incisioni rupestri della Valcamonica e le pietre di inciampo del percorso della memoria ci interrogano sul significato della pietra e dell’incidere, ieri e oggi. E ancora: prendiamo la musica come linguaggio universale. I giapponesi vanno pazzi per la lirica e io posso raccontare loro che Puccini, dopo il flop della sua Madama Butterfly a Milano, è venuto a Brescia ed è stata un’ovazione. Ma perchè qui? Questa è una terra che gli era amica. Lui, cacciatore, qui si sentiva compreso. Ma nel dire caccia, penso alla produzione delle armi. E con i fucili arrivo alla filmografia: dai western a James Bond. E ancora una vol- ta, l’arte dell’incidere».

Suggestioni, emozioni, con- nessioni. E poi?
«Il mio lavoro è legare storie, spazio e tempo. Se penso a Mille Miglia non posso dimenticare maggio, le rose della Franciacorta e quindi il suo vino. Metto insieme, favorisco relazioni interne ed esterne. È il mio metodo di lavoro per Expo. Con la speranza che diventi anche eredità per il dopo-Expo».

INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
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  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
    € 5,00
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