Giovedì, 17 Dicembre 2015 01:31

Il futuro del Castello di Padernello passa da una cooperativa sociale

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia

Un convegno ha ripercorso i 10 anni dalla rinascita del maniero e guardato agli impegni futuri. I numeri: 500 manifestazioni, 2mila giorni di apertura, 60 volontari, oltre 60mila visitatori l’anno.

Noi del Giornale di Brescia abbiamo dormito qui per anni, ieri ci siamo svegliati e abbiamo preso posto con puntualità, di mattina, nella sala da ballo del Castello di Padernello alla conferenza intorno alla cronaca e storia di 10 anni (2005-2015) di un maniero, morto, risorto, curando la preoccupazione della qualità nella proposta culturale.

L’intuizione. Nessuno osservava i mali del Castello e noi, nella continuità dei nostri tre direttori, Lanzani, Scanzi, Vallini abbiamo battuto la strada di difendere le mura dalla negligenza e dall’inedia delle persone. E quando i fratelli Andrico, con la loro «banda» di volontari hanno occupato il tempo del- la ricostruzione e il sindaco Lama ha acquistato per il 51% il Castello, noi abbiamo dato la notizia con commenti lusinghieri e continuati. E qualora qualcuno avesse pensato di farlo diventare un «casermone di ravioli», ci siamo detti, no, il Castello di Padernello è un sogno realizzato e quindi avanti con la cultura e la storia, concretamente e gratuitamente fin che si può.

L’impegno. Dopo di che, mica si tira avanti un giorno dopo l’altro gratuitamente e con la famiglia a casa e allora si è pensato di costituire una cooperativa-impresa sociale per contribuire, così ha detto il vicepresidente Pedroni, a rendere più forte e sereno il volontariato di ieri e l’impresa sociale di oggi. Alla base, la qualità, senza trucchi. Si paghino i nuovi giovani dell’impresa sociale e i volontari di 10 anni di sacrifici. Anche per la ragione di una nostra intensa amicizia con il castello di Padernello, il nostro Claudio Baroni,si è subito sentito bene e a casa sua, appassionando con intermezzi tra filmati e riflessioni di molti interlocutori sul tema, «Dal Castello al Borgo. Padernello verso la cooperativa-impresa sociale».

Il presidente della Fondazione Castello, Ignazio Parini, ha svolto una relazione ricca di particolari, illustrando 10 anni di vita, i tempi del restauro e del recupero, la benedizione dell’artista Giuliano Mauri con quel ponte in aperta campagna che adesso scricchiola e non si sa cosa fare, l’attività culturale del teatro di produzione, le risorse del Fondo Cariplo, la generosità delle banche cooperative del territorio, il vigore rinnovato della rappresentanza della Fondazione che ora possiede il 27% delle azioni. Parini ha desiderato ringraziare i cento amici dell’avventura, i realizzatori di una «lucida follia». Sul telone scorrevano, in- tanto, le immagini bellissime di Virginio Gilberti, neve, gelsi,spianate, e un’ultima apparizione del saggio umano sulla civiltà contadina a cui abbiamo appartenuto senza accorgerci dall’infanzia fino alla nostra cresima cattolica. Per il 2007-2020 si prevede una decisa piantumazione, il recupero della lanca «Palude di Luna». Il presidente schiera la formazione del Castello di Padernello, persone, danari, visitatori: 500 manifestazioni, 2mila giorni di apertura, 60 volontari, 150 aiuti, 60mila visitatori l’anno. Lo sanno a Bruxelles? Lo sanno in Regione?

La scommessa è ora riuscire a tenere insieme quanto creato

l Castello di Padernello ribadisce l’unicità di una storia in cui il senso dell’utopia ha barcollato diventando realtà. Il futuro, forse, si sostanzia ora nel tenere insieme ogni parte dell’esercito di questa incredibile impresa, altrimenti, il nemico è sempre alle porte e in un nano secondo entra da sopra o sotto nel rispetto reale di tutti.

Un luogo unico di accoglienza speciale

In Regione conoscono bene il Castello di Padernello, altrimenti l’assessore Mauro Parolini non sarebbe qui, non direbbe che Padernello è un caso unico, di un’accoglienza speciale «che va presentato, presto, a Milano». Di più. Parolini sottolinea l’energia rara dei sognatori del Castello, la loro particolare azione culturale immediata, capace di salvare il bene e nello stesso tempo di muovere eventi, evitando il rischio di musealizzare il Castello. Grazie a questo patrimonio, ora sarà più facile alzare la strategia di un turismo adeguato nella pianura bresciana. Raccomanda di compiere aggregazioni come prevede la nuova legge regionale, di accrescere il rapporto tra scuola e lavoro. Padernello fa scuola. D’accordo Ambrogio Paiardi per la Provincia, il quale conosce bene le problematiche del Castello essendo di queste parti, già sindaco di Orzinuovi. Carico di entusiasmol’intervento del vice presidente Domenico Pedroni, dice, «il difficile è l’ini- zio poi le cose accadono da sé. Ora siamo a un nuovo inizio, nella continuità, senza stravolgimenti. Dobbiamo inserire i giovani con la formula dell’impresa sociale, della cooperativa». Giovani sottoccupati sotto la visione del braccio operativo della Fondazione con scuole di formazione: scuole per camerieri, di restauro, di alta formazione, di cucina popolare e corsi di onoterapia. I fondi? Li guadagneremmo con la partecipazione attenta ai bandi. La qualità è fondamentale, possiamo portare i visitatori da 60a 100mila. Claudio Baroni avverte di non stancarsi mai di osservare l’amore tra Giuliano Mauri e la terra, l’amore tra le persone, il Castello e la nostra madre terra. Allora, il resto verrebbe da sé. Se no, no.

Tre borse di studio per mettersi al lavoro

Non sono tre fiocchi di neve, sono tre borse di studio di apprendistato per Daniela Pietta, Giorgio Ranzenigo, Elisa Filippini. Più tardi, medaglia di platino per monsignor Antoni Fappani. Suggestiva la relazione di Johnny Dotti: «Rimanete dentro il circuito delle istituzioni, apprezzate la tradizione, curate le nuove forme dell’abitare che arrivano dal ripasso delle nostre cascine dove i nostri avi hanno esposto un modello da imitare. Attenzione a nuove forme della cura altrimenti tutto diventa tecnologico. Serve un formazione concreta, manuale, di sacrificio...». Emanuele Bertoli, Ceo Berbrand propone una scuola di alta formazione al castello di Padernello e Anna Brescianini illustra l’esempio virtuoso di cooperativa sociale. Simone Mazzata scrive una proposta interessante: «Padernello sia un riferimento per tutta la pianura padana e oltre...».

INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
    14.30 - 17.30
    Domenica pomeriggio
    14.30 - 18.30
  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
    € 5,00
  • L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso

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