Venerdì, 24 Giugno 2016 18:10

Sorti nel colore - Al castello di Padernello due artisti "cavalli di razza"

Scritto da Tonino Zana - Gianmario Andrico - Giornale di Brescia

Dal 2 luglio al 31 dicembre 2016 a Padernello una mostra dedica a Giacomo Bergomi e Giacomo Olini dal titolo: «Sorti nel colore: Bergomi e Olini oltre i confini della tela». L’idea è della Direzione artistica del Castello, l’intento è quello di dare, anche al 2016, spessore culturale e contenuti che rientrino, a pieno titolo, nell’elenco delle passate manifestazioni che la Fondazione ha messe in opera.

Il cantiere del castello è pronto per l’inaugurazione; lo scenografo Giacomo Andrico ha progettato l’allestimento dentro al quale fluttueranno le cinquanta opere esposte: 25 eseguite da Bergomi, 25 da Olini. Ma non sarà, la mostra in predicato, semplicemente una rassegna pittorica, un’antologica, o un omaggio ai due pittori dedicata, ma intende inserire i due artisti nati nella Bassa (Bergomi: Barco di Orzinuovi1923- 2003- Olini: Quinzano d’Oglio 1918-2014) nel mondo, nobile e alto, della "Pittura Bresciana", scuola alla quale innegabilmente appartengono. La mostra aprirà i battenti sabato 2 luglio, per chiudere alla fine dell’anno in corso.

Oltre la mostra
Riguardo alla strada percorsa da Giacomo Bergomi e Giacomo Olini, s’elimini subito l’equivoco che i pittori abbiano intrapreso la via della pittura non impegnata, decorativa. Pare, la loro tematica, rimandare al mondo della campagna, ad un modo e metodo che delinea l’epopea della Civiltà Contadina. Troppo semplice. L’arte loro è colta, s’affida alla tradizione più profonda, si rifà alla «maniera lombarda», bresciana. Ciò è talmente vero che recentemente Vittorio Sgarbi ha definito Bergomi emule dell’arte e degli artisti più noti italiani. Verissimo, nel senso che il pittore è un attento osservatore degli "Italiani" e dei capolavori più significativi, la cui grandezza, soprattutto formale, ha introiettato saldamente, così da costituire la base del suo lavoro che non lascia niente all’improvvisazione. La matrice bergomiana è classica, guarda a Mantegna, Bellini, Tiepolo, Brueghel, se si vuole considerare un’area più vasta. A Foppa, Savoldo, Romanino e al Pitocchetto, se si considera Bergomi quello che è, cioè figlio riconoscente e fedele alla terra che gli ha dato i natali. Abbiamo provato, a suo tempo, ad intavolare tale discorso (erano gli anni Ottanta) in casa Pasquini, a Borgo San Giacomo, famiglia
che l’ artista frequentò assiduamente e per molto tempo. Bergomi, però, rifiutava, negava sdegnato l’idea di avere in qualche modo attinto ispirazione e «mestiere» da qualcosa, da qualcuno a cui, invece, appartiene: anima e corpo! Così Giacomo Olini.

Genuinità da Pasquini
L’artista gabianese ha sempre sostenuto l’assoluta genuinità, scevra d’influenze culturali, del suo modo di dipingere, anche durante le interviste a lui fatte, mentre si preparava, era l’anno 1997, la sua monografia. Lungi da noi l’idea che i pittori scelti per la mostra - Sorti nel colore - Bergomi e Olini oltre i confinidella tela -sianoemulipassivi di qualcosa o di qualcuno.Chedebbano, però, essere riconoscenti all’Arte Italiana, nelle sue più valide effusioni poetiche, non lo possono negare. Unretroterra visivo, il loro, avido di soluzioni estetiche, semprealla disperataricerca diMaestri, noncontase arcaici, classici o moderni, purché in grado d’insegnare con sapienza. C’è, nel loro lavoro, anche una dose di "violenza" espressiva che nasce nel più profondo del loro imprinting contadino, marcato da sigillo dimesso, muto, che sa di fatica, sudore, e infinita rassegnazione. Un mododi essere, il loro, sì forgiato sulla nobiltà dei campi,sugli scoscesi dei fossi, nelle vigne, nelle stalle e sulle aie, ma immerso e sommerso, all’origine della loro storia, nelle spire della povertà antica. Che è ricchezza morale.

Tradizione
Un modo di fare che sa di bianche nuvole mantegnesche, di posture tiepolesche, di preparazioni verde-dorate foppesche, d’argente o morettiano e cangiante romaniniano, per arrivare a quelle deformazioni anatomiche utili a soddisfare la «violenza» sopra citata che è di Bergomi così come di Olini, quando dipingono la terra e il cielo bresciano pieni di brume, e foschie irte sugli scoscesi, orme di piedi da pellegrino, di prèfìche greche, d’incarnati bruciati dal gelo e dal sole. Scopri, nei loro impasti terici, gli intonaci spatolati alla cerca di quella concretezza ieratica che è di Carrà. Vedi le bestie squartate, sensuali e carnose come le «femmine» bolognesi, carraccesche. Osservi gli stracci appesi ai fili che, verso sera, vanno col vento di primavera: assomigliano ai panneggi di Savoldo per certe Natività, a ricordare Natali di paese, i corpi statuari modellati con la creta dei fiumi... Sino al dissolvimento della materia, alla sottrazione del disegno, sofferenza per Olini e Bergomi. Emerse il rimedio, un consegnarsi a sostanze morali aconfessioni spirituali comparse in Crocifissionie Natali insuperabili. Senza tempo.

L' EVENTO
L’ inaugurazione sarà il 2 luglio, alle 17 presso il castello di Padernello alla presenza dei familiari degli artisti, di molti amici e appassionati. Molto vivo il ricordo di Anna e di Stefano, lamoglie e il figlio di Giacomo Bergomi: «È sempre con noi. Siamo circondati dalle sue parole che escono dai dipinti. Giacomo fu un viaggiatore in Italia, in Europa e nelle Americhe. Fu certamente interprete del suo tempo, ma fu attratto dalla terra non soltanto sua e viaggiò molto. Tornava con una valigia di disegni e ce li mostrava con la luce negli occhi, gli sorridevano». Gianmario Andrico ricorda l’amicizia del maestro Pasquini con Olini e Bergomi: «Si trovavano da lui, nella casa in centro a Borgo San Giacomo e misuravano le gioie e i tempi non facili. Personaggi coraggiosi, artisti e tempo pieno in momenti di forti crisi economiche e sociali ». Prima del 2 luglio ci saranno conferenze su Bergomi e Olini, visite preventive a una straordinaria scenografia in cui il cielo si muove come onde del mare.

INFO//CONTATTI

  • Fondazione Castello di Padernello
    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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ORARI

  • Dal Martedì al Venerdì
    9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
    Sabato pomeriggio
    14.30 - 17.30
    Domenica pomeriggio
    14.30 - 18.30
  • Il Castello è visitabile solo con guida. L'ultimo ingresso valido per effettuare la visita è un'ora prima della chiusura.

Tickets

  • Visita guidata Castello + Mostra
    Intero: € 7,00 // Ridotto € 5,00
  • Visita guidata Mostra
    € 5,00
  • L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso

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