Martedì, 28 Novembre 2017 04:07

Padernello, rilancio da studiare e copiare

Scritto da Claudio Baroni - Giornale di Brescia

È un’esperienza che ha saputo rigenerare una comunità e un territorio»: questa la motivazione che porterà martedì pomeriggio il Castello di Padernello alla Camera dei deputati, a Roma. Nel convegno voluto dall’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, sarà indicato come uno dei quattro esempi di Generatività sociale che spiccano a livello nazionale. E l’esperienza del borgo della Bassa sarà al centro del dibattito dei parlamentari con l'economista Leonardo Becchetti, l’imprenditore Johnny Dotti, la coordinatrice dell’Archivio della Generatività sociale presso l’Università cattolica di Milano, Patrizia Cappelletti, e il viceministro dell’Economia, Luigi Casero.

Ma perché Padernello diventa emblema nazionale di «un’economia territoriale sostenibile e fruttuosa»? Al netto della poesia - che per il castello della Dama Bianca è pur sempre grande parte - le ragioni si possono snocciolare in quattro punti. Il primo fa riferimento al coraggio dell’idea. Quel maniero edificato a cavallo fra Trecento e Quattrocento e diventato villa signorile a fine Settecento, era stato abbandonato dai Martinengo nel 1965 ed era «ricoperto di rovi, esposto al saccheggio e all’incuria umana», quando un gruppo di appassionati «sognatori» ha cominciato a vagheggiare un suo recupero. La nevicata del 2002 ne aveva provocato il crollo di una parte ed era in condizioni pietose quando, il 31 maggio 2005, venne acquistato da un’alleanza pubblico-privata (51 per cento il Comune di Borgo San Giacomo, 49 i sognatori e i loro sponsor) per la bellezza di un milione e 430mila euro.

L’alleanza pubblico-privato che diventa moltiplicatore di valore è la seconda ragione che fa di Padernello un esempio virtuoso. Le casse rurali del territorio sostengono la nascita di una fondazione che deve gestire e recuperare l’intera struttura, e il cantiere parte subito, grazie ad un’abile e generosa spinta dei volontari che fanno del castello la ragione d’un entusiasmo contagioso. Così quel che tutti avevano giudicato come un debito insostenibile è diventata una risorsa. Oggi la fondazione ha cinque dipendenti. Intanto è rinato anche il borgo, con i suoi 89 abitanti e proprio allo sviluppo del paese puntano i progetti futuri. Ignazio Parini prima e Domenico Pedroni ora - i due presidenti della fondazione - possono fare i conti in fretta: quattro milioni sono stati investiti in restauro e gestione, e l’indotto messo in movimento arriva alla bella cifra di otto milioni di euro prodotti in dieci anni. Mai andati in rosso, neppure una volta, sempre a caccia di ogni possibile bando di concorso e portando a casa cospicui sostegni. E questa è la terza ragione.

Ma vi è un quarto motivo, forse il più importante: a Padernello sono allestiti mostre e rappresentazioni teatrali, concerti e mercatini, mille «eventi», spesso originali e geniali, ma mai estemporanei ed effimeri. Dietro all’organizzazione delle singole iniziative si è sempre lavorato per creare una struttura che rimanesse, che desse stabilità e continuità. La direzione artistica che ruota attorno a Gian Mario e Giacomo Andrico, a Floriana Maffeis, Sandro Guerini, Virginio Gilberti e Mara Flandina, ha sempre operato con progetti di lungo respiro e scelte ragionate. Ecco perché Padernello è entrato fra le «storie» che affascinano i teorici della Generatività sociale: generare significa sapere da dove si viene, valorizzare la propria storia e tendere ad un futuro migliore; desiderare, mettere al mondo, prendersi cura e infine lasciar andare. «La trasmissione generazionale di ciò che ha valore», dicevano i padri fondatori Erikson e McAdams. La Generatività sociale è un progetto che sta guadagnando attenzione: il 2 dicembre a Milano avrà la sua terza giornata nazionale. E prenderà spunto da una poesia di Fernando Pessoa: «Hanno tutti come me il futuro nel passato». Intendiamoci, Padernello non è il paradiso il terra e in dodici anni sono maturati anche dibattiti vivaci e divergenze, incomprensioni e qualche dissenso, ma questo non ha mai fermato il progetto e il cammino. Al netto dei conti, non si è persa la poesia.

Fondazione Castello di Padernello

Via Cavour, 1 Padernello
25022 Borgo san Giacomo (Bs)

Contatti

+39 030 9408766 in orario d’ufficio
info@castellodipadernello.it

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Orari di apertura del Castello

Dal Martedì al Venerdì: 9.00 - 12.00 / 14.30 - 17.30
Sabato: 14.30 - 17.30
Domenica: 14.30 - 18.30

 

Il Castello è visitabile solo con guida negli orari indicati.

Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. 

 

Tickets

visita al castello + mostra in corso: € 7,00
visita al castello + mostra in corso (ridotto): € 5,00
visita solo mostra in corso: € 4,00

L’importo può variare a seconda del tipo di evento in corso.