Mercoledì, 24 Novembre 2010 23:00

Padernello diventa l'archivio del teatro targato Brescia

Scritto da Paola Carmignani - Giornale di Brescia

Le carte di Gabusi donate al “Foppa 3”. In arrivo i documenti di Aldo Engheben

Il castello di Padernello sta diventando l'archivio storico del teatro bresciano. Dopo le preziose carte ed i libri della regista Mina Mezzadri, lì confluiti dopo la sua morte, avvenuta il 19 agosto 2008, ora anche l'archivio cartaceo di Pier Emilio Gabusi - altra figura storica di attore, regista e scenografo concittadino - è venuto a stare in quello che - dall'indirizzo di casa Mezzadri - si è chiamato «Foppa 3».

Altri teatranti hanno scelto Padernello come destinazione finale del loro archivio: potrebbero infatti giungere a Padernello anche documenti relativi alla carriera di Aldo Engheben. Ma andiamo con ordine. Una trentina di copioni dattiloscritti, che raccolgono il meglio della lunga attività teatrale di Gabusi, scomparso il 31 gennaio 2009, sono già custoditi nel «Foppa 3». «Mio padre - racconta la figlia Giovanna - non ha accumulato molte carte. In genere, finito il lavoro buttava tutto. In quei copioni comunque c'è tutta la storia della compagnia di Casazza».

È per questo che la famiglia Gabusi ha deciso di donare tutto al fondo, ospitato nel bel castello che sorge nella frazione di Borgo San Giacomo, e che negli scorsi mesi ha ricevuto da privati altro materiale (riviste, programmi di scena e altro). «Ci sono anche lettere che mio padre scambiava con gli autori dei testi che traduceva in dialetto: fra questi c'è Luigi Lunari». «Questi materiali - spiega Giacomo Andrico, scenografo e regista, che di recente ha accettato di portare avanti il lavoro di Gabusi dirigendo la Compagnia Cavalli-Gabusi - sono accessibili per chi voglia farne oggetto di studio. A Padernello - aggiunge - di recente è arrivato molto materiale dal Teatro Stabile di Bolzano».

La famiglia Gabusi ha anche donato al «Foppa 3» le scenografie realizzate per i presepi più recenti da lui realizzati: sono così giunti al Castello tre modelli alti come una persona e grandi come una stanza, che rappresentano piazza del Duomo, il Capitolium e il Castello. «Contiamo di dare loro una sistemazione definitiva nel Torrione e un'opportuna illuminazione - commenta Andrico -. Diventeranno punti didattici per le scuole».

Poi qualche ricordo personale: «La prima volta lo vidi al Ctb. Costruiva la scenografia del "Trio in mi bemolle" di Rohmer, regia di Paolo Meduri. Lo guardavo lavorare e imparavo». «Ci incontrammo di nuovo per "Pinocchio", altra regia di Meduri. E l'anno dopo per "Il gioco dell'amore e del caso", regia di Castri, scene di Balò; con Rossella Zucchi e la compianta Lidia Petroni curammo la parte pittorica e scultorea. Era una scenografia bellissima». Per quanto riguarda la sua attività a Casazza - prosegue Andrico - «ricordo in un suo "Arlecchino" un prodigio straordinario: in tre secondi la scena cambiava completamente. Negli ultimi anni lui veniva sempre a Padernello. Io guardavo lui, lui guardava me...».

È vero - gli chiediamo - che Gabusi era interpellato da grandi scenografi, per risolvere problemi tecnici? «Verissimo. Piero aveva un senso straordinario per i meccanismi dei movimenti a vista. Nel "Tartufo" della Mezzadri, mi raccontò di aver risolto il problema del movimento della scenografia di Job osservando il funzionamento di un ventilatore». C'era anche il progetto di lavorare insieme? «Lo avevamo detto quasi per scherzo. E io avevo immaginato un testo per lui e per Sergio Mascherpa. La vita però ha voluto diversamente».

A due anni dalla scomparsa (avvenuta il 17 novembre 2008), anche i documenti relativi alla lunga carriera teatrale di Aldo Engheben, interprete di valore, anch'egli nato con la Compagnia della Loggetta, stanno per confluire a Padernello, per fare parte del «Foppa 3». Lo conferma la vedova dell'attore, Pasqua: «Ho bisogno di tempo per riordinare le carte di Aldo, e anche se mi dispiace separarmene, ho intenzione di scegliere con cura il materiale da far confluire nell'archivio di Padernello». Intanto, per ricordare una delle interpretazioni dell'attore bresciano, ha realizzato un cd, fuori commercio, tratto da una cassetta che Engheben aveva registrato nel 1979. Un recupero interessante, che - spiega la signora Engheben - documenta un momento importante della ricerca dell'attore (per informazioni: 030.3755224).

Paola Carmignani - Giornale di Brescia 25/11/10

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    Via Cavour, 1 Padernello
    25022 Borgo san Giacomo (Bs)
  • +39 030 9408766
    in orario d’ufficio
  • indirizzo email
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