Il piccolo borgo è capitale europea della cooperazione per un giorno
Il castello nella mattinata di sabato 7 giugno ha ospitato un evento di alto livello – organizzato dalla Fondazione, all’interno delle celebrazioni per i suoi 20 anni di vita – dedicato in particolare alle banche socie ed esteso alle BCC bresciane. Presenti i presidenti, direttori, membri dei CdA di BCC di Borgo San Giacomo, Basso Sebino, Brescia, Agrobresciano, BTL, Cassa Padana, nonché i vertici di Confcooperative Brescia e di diverse cooperative sociali. Due sono stati gli interventi, dopo i saluti del Presidente della Fondazione Domenico Pedroni e di Marco Menni, Presidente di Brescia e Vice Presidente nazionale di Confcooperative: quello di Priscille Szeradzki, Presidente di EACB, l’associazione europea delle banche cooperative, oltre che Vicedirettore della francese Credit Mutuel e di Giuseppe Guerini, presidente di Cecop, l’associazione europea delle cooperative sociali e di lavoro e recentemente eletto anche Presidente di Cooperative Europe. Priscille Szeradzki era alla prima partecipazione ad un incontro in Italia e per Beppe Guerini era la prima uscita pubblica, dopo l’elezione ai vertici dalla rappresentanza europea cooperativa. Moderatore d’eccezione Sergio Gatti, direttore di Federcasse che ha evidenziato in premessa i numeri del credito cooperativo italiano.

I temi affrontati
Priscille Szeradzki, 38 anni, da un lato ha rappresentato la forza ed il radicamento della cooperazione di credito a livello europeo (due europei su 7 sono soci di una banca cooperativa) e dall’altro la difficoltà ad essere riconosciuta la diversità di missione e di modalità di agire, rispetto al resto del sistema bancario, da parte delle autorità di vigilanza, che tendono alla standardizzazione e ad uniformare normative e controlli. Le realtà cooperative hanno dietro una matrice popolare, vivono e respirano il territorio. Possono aiutare le istituzioni europee ad essere vicine alle esigenze reali e a non essere percepite come distanti dalle persone. L’intervento di Beppe Guerini è stato incentrato sull’ineludibilità del pensare a livello europeo, se vogliamo mantenere i valori e la qualità della nostra vita. Di fronte a lobby potentissime che condizionano pesantemente, anche il settore cooperativo deve agire sempre più unito, nelle sue varie componenti, credito, agricoltura, servizi, sociale, per meglio rappresentare e difendere il suo diverso modo di competere sul mercato, e di essere vicini ai soci e clienti.
Ed è particolare, oltre che motivo di orgoglio, che proprio da Padernello, borgo di 80 abitanti, sia partito un messaggio così forte e che riguarda milioni di persone e le istituzioni europee. Priscille e Beppe sottolineano come insieme si può fare, si possono costruire nuove relazioni fra le persone e le istituzioni. Solo il metodo cooperativo è in grado di comporre conflitti e contemperare interessi diversi.
Cooperazione e progetti di inclusività
La mattinata, così intensa di contenuti di alto profilo, è stata preventivamente bene “indirizzata” da un’esibizione della “Si può fare band”, complesso musicale inclusivo che ha mostrato concretamente come “insieme” sia possibile lavorare per supportare i talenti del singolo e di un gruppo. E’ stato un momento emozionante che ha contribuito a dare il giusto taglio ad un evento che entra nella storia della Fondazione.
